La Nuova Sardegna

Nostra madre morta per Covid, ma nessuno lo dice

Nostra madre morta per Covid, ma nessuno lo dice

La commovente testimonianza dei figli di una signora, ospite di una struttura protetta di Ossi, che si è ammalata di Covid ed è spirata nel reparto malattie infettive dell'ospedale di Sassari

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Caro direttore, apprendiamo dalla Nuova Sardegna del 19 aprile che per la seconda volta dal 15 marzo non si registrano decessi in Sardegna per Covid 19. Non so se ciò derivi da scarse, mancate o errate comunicazioni e/o informazioni. Ci chiediamo se alcuni contagi e soprattutto decessi non valgano un’opportuna considerazione. Nostra madre è venuta a mancare il 18 aprile, nel reparto di malattie infettive di Sassari. Era una dei tanti ospiti della Struttura protetta Villa Gardenia di Ossi, positiva al tampone per il coronavirus, per diversi giorni rimasta nella struttura, nonostante le sue precarie condizioni, in quanto evidentemente non ritenuta abbastanza grave da “meritare” un ricovero. Anche la mattina dell’8 aprile, quando il personale di Villa Gardenia ci riferisce che nella struttura ha fatto il suo passaggio, un aiuto esterno (ci è stato detto della presenza in loco di un presidio di sanitari dell’Esercito e/o forse dell’Aou?), nostra madre non è stata indicata tra i malati da ospedalizzare.

In seguito al precipitare delle sue condizioni, verso le 17.30 dello stesso giorno è stata trasportata nel reparto di malattie infettive dell’Ospedale Civile di Sassari.Lì nostra madre è arrivata gravissima, in stato di coma, completamente disidratata, come ci hanno comunicato, dallo stesso reparto verso le 19.30 di quella tragica sera. Dopo dieci giorni di agonia, trascorsi in quella che definiscono “zona rossa” nostra madre è morta alle 3.30 del 18 aprile. Speriamo che le “istituzioni” non vogliano far passare la morte di nostra madre come decesso non Covid o peggio, morta “con coronavirus” e non “per coronavirus”, con la sminuente e semplicistica motivazione: aveva altre patologie, era anziana e debilitata. Nostra madre è morta “per coronavirus”.

Ci rendiamo conto che siamo in una situazione d’emergenza, di conseguenza ci possono essere state (e ci sono state) delle inefficienze, ma ciò non toglie che debba essere scritta la verità. Leggiamo inoltre sulla Nuova Sardegna del 22 aprile che sette persone (tra cui non è compresa ancora una volta nostra madre) decedute, nella maggior parte dei casi all’inizio della settimana, non erano state ufficializzate nel bollettino dell’Unità di crisi regionale “come del resto prevede la procedura”. Ci chiediamo: sarà che qualche post su Facebook ha suggerito di controllare meglio? Quindi vi preghiamo di rettificare quanto erroneamente riportato sulla Nuova del 19 e del 22 aprile e possibilmente comunicarlo anche agli organi ufficiali affinché, anche loro, aggiornino i loro “registri”. Noi, da quel giorno, al numero dei decessi che ci comunica ogni sera la Protezione civile continuiamo ad aggiungerne uno, quello di nostra madre. Per noi lei non è un numero, tantomeno il numero “zero”. Spero vogliate, per amore di verità, pubblicare questa lettera. Queste poche righe le dobbiamo a nostra madre, venuta a mancare alle 3.30 del 18 prile, “per coronavirus”.

Luisa, Mario, Paolo e Stefania Nigra


 

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