Test, si parte da Sassari Analisi davanti ai market
di Umberto Aime
Al via anche le Unità speciali: saranno 24 negli 8 distretti sanitari
4 MINUTI DI LETTURA
CAGLIARI. La prossima settimana sarà quella decisiva. Lunedì, o al massimo mercoledì, comincerà l’indagine epidemiologica su larga scala. Il Comitato scientifico ha tracciato i confini dello screening, la prima provincia sarà Sassari, e individuato l’identikit del campione coinvolto nei test a tappeto. Sempre lunedì e nei giorni successivi scenderanno in campo anche le Unità di assistenza territoriale, che prenderanno in carico i casi positivi in quarantena sanitaria e seguiranno gli ex ricoverati negli ospedali dichiarati guariti. Sarà dunque una manovra a tenaglia, per stringere ancor di più il coronavirus in una morsa sanitaria.
L’indagine. Il Comitato ha deciso che lo screening comincerà dalla provincia di Sassari, esclusa la Gallura almeno per ora. Non poteva che essere così: il territorio focolaio, con quasi 700 casi positivi accertati su oltre 1.200 totali, sarà la prima tappa dei test sierologici. L’obiettivo sarà scoprire quanti finora sono stati i contagi reali e quindi scoprire i cosiddetti casi asintomatici. Sono le persone che sono stati infettate da quando è scattata l’emergenza, senza però presentare sintomi palesi, ma allo stesso tempo hanno prodotto gli anticorpi al virus e quindi dovrebbero essere immunizzati. Esiste un elenco dei primi Comuni, all’interno della Provincia di Sassari, scelti per l’avvio dell’indagine, ma la lista non è stata ancora pubblicata. Ma dovrebbe prevedere quelli in cui sono stati registrati più decessi, ad esempio Ossi e Sassari, e altri in cui invece non c’è stato neanche un caso di contagio. Sono lo stesso ancora ufficiosi i criteri con cui il Comitato scientifico ha tracciato l’identikit del campione, ma è trapelato che a essere sottoposti al test saranno innanzitutto i parenti delle persone decedute, nel caso dei Comuni focolaio, mentre in quelli ancora immuni, zero casi, il campione seguirà modelli statistici consolidati, a cominciare dall’età e dal genere. Sempre nella stessa area saranno organizzati anche di screening davanti ai centri commerciali, per poter così contare su un campione il più rappresentativo possibile. Subito dopo la provincia di Sassari, sarà la volta di alcuni Comuni del Sud Sardegna, che non supera i 100 casi positivi accertati finora, e delle due zone bianche, l’Ogliastra e il Sulcis Iglesiente, che hanno registrato un’incidenza media poco superiore allo zero per cento. Sul numero totale di test che saranno eseguiti, nelle varie fasi, non è stato comunicato un numero ufficiale, ma dovrebbe rientrare nei 40mila annunciati dalla Regione. A svolgere i test sul campo sarà l’Ats, che ha pronte le squadre di prelievo: la macchina organizzativa verrà messa a punto in questo fine settimana. Va ricordato anche questo: sarà indispensabile il consenso del cittadino sottoposto al test e che la tecnica utilizzata sarà quella del pungidito.
Le Usca. Il nome per esteso è Unità speciali di continuità territoriale. Da lunedì saranno 24, con una media di 3 per ognuno degli otto distretti sanitari, e composte da medici (88) e infermieri (64) che hanno risposto all’avviso pubblicato la settimana scorsa dall’Asl unica, l’Ats. Il loro primo compito sarà l’assistenza territoriale e quindi avranno in carico gli oltre 700 casi (dato aggiornato a giovedì) di pazienti positivi in quarantena sanitaria. Poi di quelli in isolamento volontario e infine dei pazienti guariti, cioè dimessi dagli ospedali, che però semmai devono essere ancora sottoposti ai tamponi di controllo. Dunque, le Unità si occuperanno in tutto e per tutto dell’assistenza domiciliare fino a quando durerà l’emergenza coronavirus, e potranno essere chiamate in causa dai medici di famiglia, compresi i pediatri, dalle guardie mediche e dalla rete operativa del 118. Le 24 Usca non partiranno tutte insieme, come confermato dall’assessorato alla sanità, ci sono ancora problemi nell’individuare le sedi, che dovranno essere il più lontano possibile dagli ospedali e da tutte le altre strutture di ricovero coinvolte nel piano anti-Covid. Nel distretto di Sassari, le Unità saranno tre: Alghero, Ozieri e la stessa Sassari, in cui è previsto tra l’altro un organico rinforzato di 9 unità. Olbia, Tempio e La Maddalena saranno quelle di riferimento per la Gallura. Nel Nuorese, Nuoro, Macomer, Siniscola e Sorgono. Torolì per l’Ogliastra, mentre nell’Oristanese, oltre al capoluogo, Ales-Terralba e Ghilarza-Bosa. Due nel Campidano, Sanluri e Guspini, tre nel Sulcis, Carbonia, Iglesias e Carloforte, e cinque nel Cagliaritano.
L’indagine. Il Comitato ha deciso che lo screening comincerà dalla provincia di Sassari, esclusa la Gallura almeno per ora. Non poteva che essere così: il territorio focolaio, con quasi 700 casi positivi accertati su oltre 1.200 totali, sarà la prima tappa dei test sierologici. L’obiettivo sarà scoprire quanti finora sono stati i contagi reali e quindi scoprire i cosiddetti casi asintomatici. Sono le persone che sono stati infettate da quando è scattata l’emergenza, senza però presentare sintomi palesi, ma allo stesso tempo hanno prodotto gli anticorpi al virus e quindi dovrebbero essere immunizzati. Esiste un elenco dei primi Comuni, all’interno della Provincia di Sassari, scelti per l’avvio dell’indagine, ma la lista non è stata ancora pubblicata. Ma dovrebbe prevedere quelli in cui sono stati registrati più decessi, ad esempio Ossi e Sassari, e altri in cui invece non c’è stato neanche un caso di contagio. Sono lo stesso ancora ufficiosi i criteri con cui il Comitato scientifico ha tracciato l’identikit del campione, ma è trapelato che a essere sottoposti al test saranno innanzitutto i parenti delle persone decedute, nel caso dei Comuni focolaio, mentre in quelli ancora immuni, zero casi, il campione seguirà modelli statistici consolidati, a cominciare dall’età e dal genere. Sempre nella stessa area saranno organizzati anche di screening davanti ai centri commerciali, per poter così contare su un campione il più rappresentativo possibile. Subito dopo la provincia di Sassari, sarà la volta di alcuni Comuni del Sud Sardegna, che non supera i 100 casi positivi accertati finora, e delle due zone bianche, l’Ogliastra e il Sulcis Iglesiente, che hanno registrato un’incidenza media poco superiore allo zero per cento. Sul numero totale di test che saranno eseguiti, nelle varie fasi, non è stato comunicato un numero ufficiale, ma dovrebbe rientrare nei 40mila annunciati dalla Regione. A svolgere i test sul campo sarà l’Ats, che ha pronte le squadre di prelievo: la macchina organizzativa verrà messa a punto in questo fine settimana. Va ricordato anche questo: sarà indispensabile il consenso del cittadino sottoposto al test e che la tecnica utilizzata sarà quella del pungidito.
Le Usca. Il nome per esteso è Unità speciali di continuità territoriale. Da lunedì saranno 24, con una media di 3 per ognuno degli otto distretti sanitari, e composte da medici (88) e infermieri (64) che hanno risposto all’avviso pubblicato la settimana scorsa dall’Asl unica, l’Ats. Il loro primo compito sarà l’assistenza territoriale e quindi avranno in carico gli oltre 700 casi (dato aggiornato a giovedì) di pazienti positivi in quarantena sanitaria. Poi di quelli in isolamento volontario e infine dei pazienti guariti, cioè dimessi dagli ospedali, che però semmai devono essere ancora sottoposti ai tamponi di controllo. Dunque, le Unità si occuperanno in tutto e per tutto dell’assistenza domiciliare fino a quando durerà l’emergenza coronavirus, e potranno essere chiamate in causa dai medici di famiglia, compresi i pediatri, dalle guardie mediche e dalla rete operativa del 118. Le 24 Usca non partiranno tutte insieme, come confermato dall’assessorato alla sanità, ci sono ancora problemi nell’individuare le sedi, che dovranno essere il più lontano possibile dagli ospedali e da tutte le altre strutture di ricovero coinvolte nel piano anti-Covid. Nel distretto di Sassari, le Unità saranno tre: Alghero, Ozieri e la stessa Sassari, in cui è previsto tra l’altro un organico rinforzato di 9 unità. Olbia, Tempio e La Maddalena saranno quelle di riferimento per la Gallura. Nel Nuorese, Nuoro, Macomer, Siniscola e Sorgono. Torolì per l’Ogliastra, mentre nell’Oristanese, oltre al capoluogo, Ales-Terralba e Ghilarza-Bosa. Due nel Campidano, Sanluri e Guspini, tre nel Sulcis, Carbonia, Iglesias e Carloforte, e cinque nel Cagliaritano.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
