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IL RETROSCENA 

Conte mette in quarantena il Mes

Conte mette in quarantena il Mes

Tensione nel Movimento Cinque Stelle dopo un voto alla Camera

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[FIRMA&LUOGO]di Michele Esposito

<MC>ROMA

[TESTO]Il voto sull'ordine del giorno presentato da Giorgia Meloni alla Camera contro il Mes mette in chiaro un punto: il rischio che il M5S si spacchi esiste e, difficilmente, potrà rientrare nei prossimi giorni. A Palazzo Chigi il dato è noto e, non a caso, dalla fine del Consiglio Ue il piano di Giuseppe Conte prevede una «quarantena forzata» del Mes. Meglio puntare, come è scritto nero su bianco anche nel Documento di Economia e Finanze approvato dal Cdm, su «strumenti europei innovativi». Ovvero su quel Recovery Fund sul quale l'Italia intraprenderà una corsa contro il tempo. «Ci opporremo in ogni sede all'attivazione del Mes», spiega in mattinata il capo politico Vito Crimi. La sua, tuttavia, non è una chiusura totale. «Un Mes senza condizionalità vere non si potrebbe non valutare», osserva infatti il senatore pentastellato consapevole del fatto che, sulle eventuali clausole contenute nella linea di credito Pandemic Crisis Support da attivare tramite il Mes un vero e proprio chiarimento non c'è stato. Clausole sulle quali, del resto, anche il presidente del Consiglio vorrà vederci chiaro. Ma è il voto sull'Odg presentato in mattinata da Fdi alla Camera a dare il senso del caos che potrebbe scatenare una votazione sull'attivazione del Mes. Dal momento in cui, nella tarda serata di giovedì, Meloni lo annuncia, nel M5S si scatenano chat e telefonate. E sull'Odg, anche il centrodestra si divide. FI, infatti, non partecipa al voto, seguendo la linea europeista di Silvio Berlusconi. «Votiamo compatti, non cadiamo nella trappola», avverte in mattinata il deputato M5S Emilio Carelli. Eppure, votano l'odg di Fdi in 7. Dissidenti da tempo, come Dalila Nesci (già sotto la lente dei Probiviri) o duri e puri anti-Mes, come Raphael Raduzzi o Alvise Maniero. Anche Pino Cabras, Andrea Vallascas, Antonio Lombardo e Giovanni Vianello votano in dissenso. Alcuni di loro, come Cabras e Vallascas, avevano firmato la «petizione» di Alessandro Di Battista contro le scelte fatte sulle nomine. L'impressione è che si tratti di una corrente embrionale, che punti a definirsi come «custode» dei valori del Movimento rispetto ad un eccessivo appiattimento filo-governativo. Perché questa corrente si misuri negli Stati Generali - da tempo richiesti dalla stessa fronda - si dovrà però attendere un bel po’. Poco prima dell'arrivo in Aula dell'Odg sul Mes, dal blog delle Stelle sancisce il «rinvio», entro comunque la fine dell'anno, dell'elezione del nuovo capo politico. Stati Generali «congelati», insomma. e pieni poteri al reggente Vito Crimi. Anche perché, candidature forti al momento non se ne vedono. Sulla decisione è pesata la volontà di Beppe Grillo, garante dello Statuto e fautore della linea «contiana» del Movimento.

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