La Nuova Sardegna

L’Anpi accusa Campus: esclusi dalla cerimonia

di Giovanni Bua
L’Anpi accusa Campus: esclusi dalla cerimonia

Sassari, il presidente dell’associazione protesta davanti a Palazzo Ducale Il sindaco lo invita a entrare ma lui rifiuta. Il Comune: persa un’occasione

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SASSARI. Più che l’auspicato simbolo di unione è diventato un pasticcio. Con dieci minuti di commemorazione seguiti da ore di polemiche. Protagonisti: da una parte il sindaco Nanni Campus, reo secondo le accuse di non avere invitato l’Anpi alla cerimonia di ieri mattina a Palazzo Ducale. Dall’altra il presidente cittadino dell’associazione partigiani Thomas Arras, che di fronte al Palazzo si è presentato lo stesso. E polemico ha ricordato: «Nel 2001 il sindaco il 25 aprile chiuse il portone, l’ha fatto di nuovo».

Questo l’epilogo di giornate “complesse”, iniziate il 22, quando il Comune dirama un comunicato in cui spiega che, a causa delle restrizioni ministeriali, si duole di dover limitare la presenza a Palazzo a sindaco, presidente del consiglio comunale, capigruppo. Niente banda, autorità, e niente associazioni combattentistiche. Che, secondo quanto riferisce il Comune, non avevano comunque risposto all’invito a indicare un loro rappresentante per la cerimonia. «In assenza di risposta e a causa delle successive specifiche che chiedevano cerimonie ancora più ristrette – sottolinea Palazzo Ducale –, che hanno impedito anche la partecipazione della prefetta e dell’amministratore straordinario della Provincia, il gabinetto del sindaco ha inviato un’ulteriore comunicazione alle associazioni, spiegando che il presidente del consiglio comunale e i capigruppo avrebbero partecipato a nome della cittadinanza. Comunicazione seguita anche da contatti telefonici».

Contatti telefonici che Arras liquida con «qualche messaggio whatsapp», ma nessuna comunicazione formale. «In realtà c’era una circolare ministeriale che diceva che l’Anpi era autorizzato a partecipare. Glielo abbiamo fatto presente, ci hanno detto che ci avrebbero fatto sapere».

Nel mentre le diplomazie si mettono al lavoro, e i capigruppo di opposizione offrono all’Anpi il loro posto. Ma una circolare nazionale dei partigiani recita: «Se non c’è invito ufficiale non accettate “scambi” e andate di fronte al Comune con fazzoletto e bandiera». Arras esegue, e ieri mattina si presenta a Palazzo. I capigruppo di opposizione solidarizzano con lui, e lo appoggiano mentre parla con la polizia presente in piazza che gli chiede, se non ha l’autorizzazione, di allontanarsi. Alla fine in realtà gli agenti ricevono dal sindaco il permesso di far entrare il presidente Anpi in Comune. «Ma io ho rifiutato – racconta lui –. Non senza invito ufficiale. Che non è arrivato per una scelta politica. Il 25 aprile è una festa di tutti certo, di tutti gli antifascisti e democratici». Per lui la solidarietà del centrosinistra, e della Federazione Pci di Sassari.

«Nessuno è stato tenuto fuori da Palazzo Ducale e a nessuno è stato vietato di entrare – precisa l’amministrazione comunale –. Il portone era aperto durante tutta la cerimonia. E, nei limiti del divieto di assembramenti, l’ingresso era libero. Nessun altra associazione combattentistica e d’Arma si è presentata, coerentemente con la scelta di non indicare un rappresentante». «Dispiace – commenta il sindaco – che non si sia voluta cogliere l’occasione di dimostrare quel senso di unità sottolineato anche dal presidente delle Repubblica, che ha scelto di celebrare da solo, senza alcun seguito, all'altare della Patria, la festa della Liberazione. Purtroppo anche in un giorno come quello del 25 aprile, che avrebbe dovuto suggerire uno sforzo perché si costruisse uno spirito comune, si è voluto creare polemica politica».

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