La Nuova Sardegna

l’appello  

«Noi promoter dimenticati da tutti»

Il portavoce: «Non lavoriamo e non abbiamo la cassa integrazione»

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SASSARI. Assistono le persone durante gli acquisti, nei centri commerciali o tra gli scaffali dei market. Per loro, però, non è stata prevista alcuna assistenza da quando l’emergenza sanitaria ha rivoluzionato il mondo del commercio. Lo sostiene Alessandro Marongiu, portavoce dei promoter, degli steward e degli addetti del settore “In-store promotion”: «Siamo stati abbandonati dallo Stato, solo una piccolissima parte dei colleghi ha avuto la fortuna di avere i contratti in "collaborazione coordinata continuativa in gestione separata Inps" che consente di accedere al bonus dei 600 euro. Mentre una grandissima parte di noi è rimasta sia dal contributo sia dalla cassa integrazione in deroga». Marongiu, poi, spiega perché è mancato il sostegno: «Secondo le normative, anche se le date tra agenzia e promoter sono state concordate, ci deve essere per forza una chiamata o, addirittura, non avendo l'indennità di disponibilità, non abbiamo diritto ad alcuna indennità. A me e a tanti colleghi sono state annullate tutte le date lavorative concordate per i mesi di marzo, aprile e maggio, il che ha generato conseguenze pesanti sul reddito. Oltretutto per una parte dei colleghi questa era l'unica entrata». La conseguenza di questa situazione non può che essere un grido d’aiuto: «Se abbiamo bisogno di assistenza, per lo Stato siamo invisibili. Non succede la stessa cosa quando dobbiamo pagare le tasse. Chiediamo contratti che tutelino i nostri diritti e che la categoria abbia accesso alla cassa integrazione in deroga e che, tramite essa, sia tutelato il nostro salario in modo da indennizzare le ore lavorative perse».

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