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Dall’incubo dei tagli alla seconda vita

Dall’incubo dei tagli alla seconda vita

Gli istituti piccoli e periferici saranno in vantaggio su quelli affollati 

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SASSARI. Lo spopolamento in qualche caso aiuta. La diminuzione cronica e costante del numero degli studenti agevola il piano di settembre: meno alunni ci sono più facile sarà distribuirli in sicurezza. Solo in teoria però: perché in realtà nell’isola ci sono istituti sovraffollati e altri che da anni lottano per rimanere in vita, con la sopravvivenza spesso legata a un alunno in più o in meno. Per la prima volta chi sinora ha sempre sofferto sarà avvantaggiato, perchè è molto improbabile che a settembre la Regione (che quasi certamente tornerà sui suoi passi anche per quanto riguarda le due materne chiuse in Gallura e nel Monte Acuto) taglierà istituti e plessi nei piccoli Comuni. Al contrario li terrà in vita perché saranno preziosi. Mentre nei centri urbani dovrà essere rivista l’organizzazione delle scuole super affollate. Secondo un’analisi condotta a partire dall’anno scolastico 2015-16 in tutta Italia gli alunni sono diminuiti quasi del 4% e i posti comuni assegnati ai docenti sono aumentati di poco meno dell'1%. Secondo lo studio il numero maggiore di alunni è nella scuola dell'infanzia (negli asili gli alunni per sezione sono 21,32) e nella secondaria superiore (21,63 studenti per classe), i livelli più bassi nella scuola primaria (alle elementari solo 19,07 alunni per classe). Per quanto riguarda il confronto tra le Regioni, le più affollate sono quelle del Nord mentre al Sud e isole i numeri sono accettabili: 19,04 ragazzi per aula alle Superiori in Sardegna. Ma si sa, la media matematica non basta per fotografare la realtà.

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