le altre ipotesi
Dove non c’è la connessione la lezione si segue dalla tivù
SASSARI. La rivoluzione di settembre potrebbe non concludersi con la sola spolverata e riapertura delle scuole chiuse. Oltre alla nuova vita annunciata per i piccoli centri dal governatore Christian...
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SASSARI. La rivoluzione di settembre potrebbe non concludersi con la sola spolverata e riapertura delle scuole chiuse. Oltre alla nuova vita annunciata per i piccoli centri dal governatore Christian Solinas, c’è un altro aspetto fondamentale da tenere in considerazione. Ed è quello della didattica a distanza. Le lezioni da casa iniziate a marzo andranno avanti sino a giugno e potrebbero continuare, soprattutto in alcune realtà, anche nel prossimo anno scolastico. Ma la sperimentazione almeno in Sardegna ha lasciato molti studenti indietro, perché privi degli strumenti tecnologici necessari o perché residenti in aree della Regione dove le connessioni internet viaggiano a singhiozzo. Per questo dopo il piano B è necessario anche un piano C. Dice Solinas: «Se riapriremo le scuole chiuse per garantire il necessario distanziamento tra i banchi, occorreranno risorse e per questo ci aspettiamo un intervento deciso da parte dello Stato. Nel frattempo la Regione non si tirerebbe certo indietro e sta valutando, fin da ora nelle more del rientro a scuola, di poter siglare anche accordi con le emittenti televisive per trasmettere le lezioni in tv raggiungendo così anche quei paesi sprovvisti di adeguate connessioni internet».
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