La Nuova Sardegna

Trenino verde in stand by «Non vogliamo fermarci»

di Claudio Zoccheddu
Trenino verde in stand by «Non vogliamo fermarci»

Porcu, Arst: «Noi siamo pronti, ma inevitabilmente le regole saranno diverse» A bordo delle carrozze sarà consentita una presenza limitata: da 110 posti a 25

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SASSARI. Le incognite sono tante ma la voglia di ripartire non manca, anche a bordo del Trenino verde. Secondo le previsioni più rosee il settore turistico potrebbe muovere i primi, timidi, passi, tra giugno e luglio. Sempre che l’emergenza sanitaria dettata dalla diffusione del Covid-19 mantenga la curva discendente registrata in questi giorni. Per evitare clamorosi passaggi a vuoto, sarà necessario che anche i servizi turistici si facciano trovare pronti a gestire un flusso sicuramente ridotto ma quanto mai importante, per la “destinazione Sardegna” e per la sopravvivenza degli operatori.

Le ferrovie turistiche. L’emergenza sanitaria ha bloccato il trenino verde proprio quando si apprestava ad affrontare la stagione più impegnativa e promettente, con un piano di viaggi mai così fitto e, soprattutto, forte dei successi registrati in bassa stagione. I viaggi sold out del progetto “Sulle orme di Lawrence” organizzati a gennaio avevano dimostrato che il trenino verde poteva essere l’asso nella manica da giocare sul tavolo della destagionalizzazione ma, subito dopo, la serrata causata dalla diffusione del Coronavirus ha spento le luci della ribalta appena accese. Adesso, però, è arrivato il momento di programmare la ripartenza.

L’impegno dell’Arst. L’amministratore unico dell’azienda che gestisce i trasporti della Sardegna è pronto a rilanciare il trenino verde: «Siamo pronti a ripartire, non ci sono problemi organizzativi– spiega Chicco Porcu –, anche perché proprio quest’anno avevamo studiato un calendario di viaggi senza soluzione di continuità, anche grazie al legame rafforzato con i territorio e con gli operatori turistici. Purtroppo c’è stato lo stop improvviso causato dal Coronavirus e tutte le corse sulle cinque linee sono state sospese».Prima di rimettere in moto il sistema, sarà necessario mettere in conto le restrizioni da cui non si può prescindere: «Chiaramente, sempre che il servizio possa ripartire, non sarà possibile viaggiare a pieno carico – aggiunge Porcu – se dovessimo mettere in conto le distanze di sicurezza imposte per il servizio urbano, direi che su un massimo di 110 posti disponibili se ne potrebbero occupare circa 25. I costi, però, rimarrebbero gli stessi». Per scansare le perplessità, però, basterà poco: «Non ci si sono chiusure preventive, sia chiaro. Noi siamo pronti a discutere con gli operatori tutte le eventuali proposte», conclude Porcu.

Le agenzie turistiche. Ragionare su numeri ridotti non spaventa gli operatori. Anzi, gli ideatori del brand “Barbagia Express” sono pronti a mettersi in gioco: «Se l’Arst c’è, noi ci siamo – spiega Alessio Melis Porru –. Certo, ci saranno dei costi da ammortizzare perché ogni gita prevede, ad esempio, la presenza a bordo di una guida turistica ma diamo la nostra disponibilità sin da subito. L’importante è ripartire, soprattutto dopo che abbiamo dimostrato che il trenino verde può viaggiare anche nei periodi di bassa stagione. E poi garantirebbe un aiuto all’economia delle zone interne durante una stagione che si annuncia complicata. Certo, Arst dovrebbe mettere a disposizione due carrozze per ogni viaggio, in modo da raggiungere una quota fissa da almeno 25 o 30 passeggeri. Il parco rotabile storico c’è, il nostro impegno pure», conclude l’operatore turistico.

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