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Bonus, norma poco chiara: arriva la circolare esplicativa

Bonus, norma poco chiara: arriva la circolare esplicativa

Dopo le proteste di alcuni Comuni la Regione costretta a chiarire alcuni passaggi L’opposizione: «Le risposte dell’assessorato hanno aumentato la confusione».

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CAGLIARI. La legge salva famiglia funziona oppure no? Gli 800 euro sono in pagamento dappertutto, oppure qualche Comune è ancora alle prese con troppi dubbi irrisolti? Ancora: la Regione sta facendo di tutto per evitare che le procedure siano lente e bloccati gran parte dei 120 milioni a disposizione? È intorno a queste domande che i capigruppo della maggioranza di centrodestra e gli assessori al bilancio e alla sanità, Giuseppe Fasolino e Mario Nieddu, si sono confrontati in un vertice. La soluzione forse è stata trovata: «Nelle prossime ore, la Giunta invierà una circolare ai Comuni che dovrebbe mettere fine ai problemi», è l’annuncio di Franco Mula, capogruppo del Psd’Az. Ma le opposizioni, con in testa Pd e Leu, non si fidano ancora: «In queste settimane, l’assessorato alla sanità – dicono – è riuscito a complicare una legge che invece doveva essere semplicissima». Lo sarebbe dovuta essere grazie a una procedura che prevedeva solo due passaggi: la presentazione della domanda e l’immediata consegna del bonus, con i controlli sulle autocertificazioni – «dal 23 febbraio al 23 aprile, ho incassato meno di 800 euro al mese» – rinviate semmai a settembre. Dunque, l’operazione si sarebbe dovuta chiudere in 48-72 ore dalla presentazione della domanda. Non è stato così. «La verità – sostiene Daniele Cocco, capogruppo di Leu e sindaco di Bottida– che i burocrati della Regione sono riusciti a mettere malamente le mani anche qui. Con il risultato che sarebbe dovuta essere una piena e costruttiva collaborazione fra Regione e Comuni, destinata quindi a garantire subito un aiuto alle famiglie in difficoltà, purtroppo è invece sfociata in uno scontro burocratico».

L’imbuto. Approvata all’unanimità l’8 aprile dal Consiglio regionale, la legge ha camminato spedita solo nella prima settimana, poi sono cominciati i problemi. Una volta stabiliti i confini di chi avrebbe potuto beneficiare o meno dei bonus, decisi dalla Giunta, i Comuni hanno messo in fila un bel po’ di domande. Perché – come denunciato a suo tempo dall’associazione dei sindaci – «non tutto è assolutamente chiaro». È in quell’esatto momento, secondo diverse ricostruzioni, che la legge sarebbe finita in un labirinto di interpretazioni più o meno autentiche. Anche se Franco Mula fa notare: «Dopo aver ricevuto l’anticipazione (quasi 24 milioni sui 120 previsti) molti Comuni sono andati comunque dritti lungo la strada tracciata dalla Regione fino a liquidare i primi 800 euro. Altri, invece, si sono bloccati su un’infinità di presunti conflitti fra questa legge e i contributi erogati semmai mesi prima dagli assessorati ai servizi sociali». Ma per le opposizioni non sarebbe andata esattamente così. In un’interrogazione urgente Liberi e Uguali ha scritto: «Dall’assessorato alla sanità sono state pubblicate un centinaio di risposte ai quesiti dei Comuni, ma che invece di mettere chiarezza hanno scatenato solo confusione, aumentando persino i dubbi di molti sindaci e tanti funzionari comunali». Dunque, in diversi municipi, la legge continua a essere sospesa nonostante sia trascorso quasi un mese dal via libera del Consiglio e della Giunta, mentre il bonus sarebbe dovuto arrivare immediatamente, subito dopo Pasqua, alle famiglie in difficoltà.

La soluzione. Ora pare che la via d’uscita sia stata tracciata dopo l’ultimo vertice di maggioranza. La Giunta ha annunciato che, all’inizio della prossima settimana, sarà inviata una circolare esplicativa e definitiva su chi può incassare o meno il bonus. Anzi, come fa sapere Mula del Psd’Az, «abbiamo pronto un piano per aumentare la dotazione finanziaria della legge visto che, dove ha funzionato, le domande sono state molte più del previsto». (ua)

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