La Nuova Sardegna

Tutti contro tutti sulla “Fase 2” Boccia diffida Santelli

di Matteo Guidelli

La presidente della Calabria ha riaperto bar e ristoranti I sindaci: «Siamo stanchi del protagonismo regionale»

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ROMA. Le Regioni contro il governo, i Comuni contro i governatori, l'esecutivo contro le «iniziative improvvide» di presidenti e sindaci, centrodestra contro centrosinistra. Con la Fase 2 alle porte, in attesa delle Faq di Palazzo Chigi e della circolare del Viminale che dovrebbero chiarire le questioni in sospeso introdotte con il nuovo Dpcm, a partire dalla vicenda dei «congiunti», l'unica cosa chiara è lo scontro costante tra le varie amministrazioni. Un botta e risposta che non aiuta visto che l'emergenza non è affatto finita e che per contenere la nuova diffusione del virus – sicura secondo gli esperti con le riaperture – serve marciare tutti nella stessa direzione. Invece si procede in ordine sparso, anche se il ministro per le Autonomie Francesco Boccia ha provato in videoconferenza con le regioni a smorzare i toni, parlando di un incontro «molto costruttivo». Il 95% delle ordinanze, ha spiegato, è compatibile con il Dpcm, mentre il restante 5% potrà essere chiarito con un «confronto costante» che andrà avanti fino a domenica e con le Faq. Se Attilio Fontana e Luca Zaia, almeno sulla carta, tendono la mano rispetto alle settimane scorse quando le frizioni sono state molte – con il presidente della Lombardia che annuncia la cancellazione dal 4 di tutte quelle restrizioni in più rispetto al Dpcm e quello del Veneto che ribadisce di non esser mai andato contro i provvedimenti del governo – altri governatori del centrodestra attaccano frontalmente. Accesissimo lo scontro con Jole Santelli. La presidente della Calabria, dopo aver firmato l'ordinanza per riaprire bar e ristoranti, difende la scelta: «O ci siamo noi a dare delle risposte o le darà la 'Ndrangheta». A risponderle è ancora una volta Boccia: «Parte la diffida, e se non verrà ritirata, l'ordinanza sarà impugnata. È a rischio la salute dei cittadini». Ma contro la Santelli si schierano anche i sindaci della regione. Uno scontro, quello tra Regioni e Comuni, che prosegue con la presa di posizione dell'Anci. «Siamo anche un po’ stanchi del federalismo regionale che si sta trasformando in protagonismo regionale, abbiamo sterilizzato i nostri poteri per evitare che i sindaci, e siamo 8mila, si mettessero a firmare ordinanze su una pandemia che va affrontata con un'unica regia» sottolinea il presidente e sindaco di Bari Antonio Decaro che poi attacca: «Se volete una sfida da parte degli enti locali noi l'accettiamo. Possiamo iniziare emettendo ordinanze che disapplicano le ordinanze regionali».

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