Autorizzate le messe i vescovi: spetta a noi decidere
Erano state tra le prime vittime del lockdown: chiese chiuse e niente messe per i fedeli, troppo alto il rischio di contagio. L’astinenza però si avvia verso la fine. Nell’ordinanza della Regione...
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Erano state tra le prime vittime del lockdown: chiese chiuse e niente messe per i fedeli, troppo alto il rischio di contagio. L’astinenza però si avvia verso la fine. Nell’ordinanza della Regione viene annunciata a partire da domani la ripartenza anche per le funzioni religiose. Ma non è scontato che accada. La novità inattesa ha infatti gelato i vescovi. Dice Solinas: «Nel rispetto di quanto stabilito dal governo abbiamo sospeso e manteniamo il divieto per le cerimonie civili e religiose a parte le funebri con esclusiva partecipazione dei congiunti. Ma distinguiamo tra cerimonie e funzioni religiose, cioé le messe: queste potranno essere celebrate adottando apposite misure di sicurezza come l’obbligo di distanziamento, l’utilizzo della mascherina e il divieto di contatto diretto tra i fedeli. I vescovi dovranno garantire il rispetto dei provvedimenti e il contingentamento degli accessi». Già, peccato però che proprio i vescovi-guardiani fossero all’oscuro di tutto. E non l’hanno presa benissimo. «Pur apprezzando l'attenzione che il presidente Solinas ha rimarcato verso l'apertura delle chiese alle celebrazioni eucaristiche i vescovi si riservano di leggere e valutare il testo dell'ordinanza regionale», – dice il presidente della Cei monsignor Antonello Mura. Che aggiunge: i vescovi non sono stati consultati precedentemente e decisioni di questo tipo competono unicamente all'Autorità ecclesiastica».
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