Cassa integrazione ferma scontro sindacati-Regione
I segretari di Cgil, Cisl e Uil: «Lentezza ingiustificabile e ancora nessuna certezza» Manca il sostegno ai redditi dei lavoratori stagionali esclusi dal “Cura Italia”
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SASSARI. Il ritardo è preoccupante. E ingiustificabile. I sindacati entrano a gamba tesa nella polemica sulla cassa integrazione in deroga già accesa tra la sottosegretaria allo Sviluppo economico Alessandra Todde e l’assessora regionale del Lavoro Alessandra Zedda.
«È incomprensibile il ritardo delle norme attuative dell’intesa firmata il 26 marzo ed è ingiustificabile la lentezza dell'assessorato del Lavoro nelle pratiche della cassa integrazione in deroga, mentre ancora manca la definizione di nuovi provvedimenti per restituire una prospettiva al sistema produttivo», attaccano i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Michele Carrus, Gavino Manca e Francesca Ticca, preoccupati per i tanti lavoratori che, a quasi due mesi dall’inizio dell’emergenza sanitaria, non hanno ricevuto un solo euro. «Al momento la conseguenza dei ritardi nell’invio delle domande all’Inps, con la Sardegna ultima a livello nazionale – proseguono – è che non si sa quando verrà erogata la cassa in deroga. E non c’è traccia delle misure di sostegno al reddito per stagionali, colf e badanti. Abbiamo chiesto e ottenuto che venissero recuperate nell’Intesa quadro regionale questi lavoratori che erano esclusi dal decreto Cura Italia ma a distanza di più di un mese non ci sono ancora le delibere attuative: un fatto grave». Sono invece passati venti giorni da quando Cgil, Cisl e Uil avevano proposto alla Regione misure di sostegno al sistema economico e produttivo. «Ad oggi non si sa se abbiano trovato spazio nel disegno di legge in gestazione. Si sa invece che ci sono varie opinioni e altre proposte, anche con appositi ddl presentati in Consiglio, per erogare, senza troppe “formalità”, ingenti risorse a fondo perduto alle imprese». Una scelta che preoccupava Carrus, Carta e Ticca che, infatti, il 28b aprile avevano scritto al governatore: «Un approccio comprensibile ma poco condivisibile, soprattutto in relazione all’impatto sulle finanze regionali e alle possibili discriminazioni tra lavoratori autonomi o dipendenti, oppure tra tipologie e modalità diverse di svolgimento delle stesse attività economiche». I sindacalisti hanno quindi chiesto al presidente di accogliere le proposte sintetizzate nell’incontro i del 10 aprile, quando Carrus, Carta e Ticca, avevano sottolineato che “gli interventi di finanza pubblica devono essere condizionati al mantenimento dei livelli occupazionali”. Fra i suggerimenti dei sindacati c’erano strumenti di finanza alternativa (crowfunding, factoring, minibond), un impegno maggiore della Sfirs in forme partecipative agli investimenti e al capitale d’impresa, l’adozione del Contratto d’Investimento regionale, per favorire l’attrazione e l’insediamento di attività produttive nel territorio. Cgil Cisl e Uil sollecitano l’Intesa quadro: «Perché la ripresa dipende dal sostegno ai redditi e ai consumi .Saranno molto importanti programmi di politica attiva come Lavoras o d’intervento sociale come il Reis». (c.z.)
«È incomprensibile il ritardo delle norme attuative dell’intesa firmata il 26 marzo ed è ingiustificabile la lentezza dell'assessorato del Lavoro nelle pratiche della cassa integrazione in deroga, mentre ancora manca la definizione di nuovi provvedimenti per restituire una prospettiva al sistema produttivo», attaccano i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Michele Carrus, Gavino Manca e Francesca Ticca, preoccupati per i tanti lavoratori che, a quasi due mesi dall’inizio dell’emergenza sanitaria, non hanno ricevuto un solo euro. «Al momento la conseguenza dei ritardi nell’invio delle domande all’Inps, con la Sardegna ultima a livello nazionale – proseguono – è che non si sa quando verrà erogata la cassa in deroga. E non c’è traccia delle misure di sostegno al reddito per stagionali, colf e badanti. Abbiamo chiesto e ottenuto che venissero recuperate nell’Intesa quadro regionale questi lavoratori che erano esclusi dal decreto Cura Italia ma a distanza di più di un mese non ci sono ancora le delibere attuative: un fatto grave». Sono invece passati venti giorni da quando Cgil, Cisl e Uil avevano proposto alla Regione misure di sostegno al sistema economico e produttivo. «Ad oggi non si sa se abbiano trovato spazio nel disegno di legge in gestazione. Si sa invece che ci sono varie opinioni e altre proposte, anche con appositi ddl presentati in Consiglio, per erogare, senza troppe “formalità”, ingenti risorse a fondo perduto alle imprese». Una scelta che preoccupava Carrus, Carta e Ticca che, infatti, il 28b aprile avevano scritto al governatore: «Un approccio comprensibile ma poco condivisibile, soprattutto in relazione all’impatto sulle finanze regionali e alle possibili discriminazioni tra lavoratori autonomi o dipendenti, oppure tra tipologie e modalità diverse di svolgimento delle stesse attività economiche». I sindacalisti hanno quindi chiesto al presidente di accogliere le proposte sintetizzate nell’incontro i del 10 aprile, quando Carrus, Carta e Ticca, avevano sottolineato che “gli interventi di finanza pubblica devono essere condizionati al mantenimento dei livelli occupazionali”. Fra i suggerimenti dei sindacati c’erano strumenti di finanza alternativa (crowfunding, factoring, minibond), un impegno maggiore della Sfirs in forme partecipative agli investimenti e al capitale d’impresa, l’adozione del Contratto d’Investimento regionale, per favorire l’attrazione e l’insediamento di attività produttive nel territorio. Cgil Cisl e Uil sollecitano l’Intesa quadro: «Perché la ripresa dipende dal sostegno ai redditi e ai consumi .Saranno molto importanti programmi di politica attiva come Lavoras o d’intervento sociale come il Reis». (c.z.)
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