«Infermieri al lavoro senza accordo»
I sindacati attaccano l’Ats: «Per le Usca stesso salario della dirigenza medica»
1 MINUTI DI LETTURA
SASSARI. Sindacati contro l’Ats. Questa volta l’oggetto della contesa sono le Unità speciali di continuità assistenziale per le cure domiciliari (Usca) dei pazienti Covid. «Abbiamo più volte chiesto all’assessore della sanità nel corso delle riunioni per discutere delle Usca – spiegano Roberta Gessa (Cgil), Massimo Cinus (Cisl) Fulvia Murru (Uil – che, se si fosse proceduto al reclutamento, oltre che dei medici anche degli infermieri, si sarebbe dovuto procedere attraverso un accordo con le organizzazioni sindacali rappresentative del comparto. Visto che alle rassicurazioni dell’Assessore non sono seguiti gli atti formali da parte dell’Ats che avrebbe dovuto attivare una trattativa sindacale, posto che la normativa nazionale non include la figura dell’infermiere professionista all’interno delle Usca e visto che l’Ats ha riconosciuto, anche su nostra richiesta esplicita, necessario il loro apporto, gli infermieri impegnati nei servizi domiciliari devono ricevere lo stesso trattamento economico della dirigenza medica, visto lo stesso grado di rischio, così come previsto. Diffidiamo pertanto l’Ats dal voler procedere all’utilizzo delle figure infermieristiche, che pure hanno dato il loro assenso, con l’istituto delle prestazioni aggiuntive e invitiamo i colleghi e le colleghe ad astenersi dal dare seguito al loro impiego in tali attività. La sospensione delle trattative per la contrattazione decentrata e le conseguenti decisioni unilaterali stanno producendo danni economici agli operatori che da anni lavorano al servizio dei cittadini».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
