Coronavirus, la Regione rafforza la rete contro la violenza domestica
La prolungata condivisione degli spazi ha acuito le problematiche familiari
CAGLIARI. Anche se in Sardegna si registrano meno denunce per maltrattamenti, dall'inizio dell'emergenza coronavirus, la Regione ha deciso di rafforzare la rete territoriale contro la violenza domestica, in cui i centri antiviolenza sono una componente essenziale. La Giunta ha approvato le 'Linee guida per la gestione delle situazioni familiari problematiche derivanti anche dalla prolungata condivisione degli spazi in seguito all'emergenza Covid-19'.
Fra i servizi istituiti e operativi per l'ascolto e il supporto delle vittime di violenza, che si aggiungono al tradizionale numero nazionale Antiviolenza donne 1522, c'è il numero verde Filodiretto Psicologico Coronavirus 800.197.500, attivo tutti i giorni dalle 14 alle 20, il numero verde 800.630.622 istituito dal Dipartimento di Salute mentale dell'Ats, attivo tutti i giorni dalle 9 alle 19.
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«Un aiuto concreto a tutte le persone vittime di abusi che vivono situazioni familiari difficili e che, in conseguenza alle limitazioni adottate per l'emergenza, rischiano di trovarsi isolate e senza punti di riferimento», dichiara l'assessore regionale della Sanità, Mario Nieddu. «Grazie al massimo coinvolgimento delle istituzioni su tutto il territorio, abbiamo strutturato la rete - spiega Nieddu - in modo da poter monitorare i casi 'criticì, stabilire linee di intervento e segnalare le situazioni in cui dovessero emergere profili di reato. Sotto questo ultimo aspetto, un contributo importante arriva dalle Procure della Sardegna che, in raccordo con tutti i soggetti impegnati su questo fronte, hanno messo a disposizione di operatori e cittadini specifici canali di comunicazione dedicati».
«Dall'inizio dell'emergenza - prosegue l'esponente della Giunta Solinas - si registra una diminuzione delle denunce per maltrattamenti. Il nostro obiettivo è impedire che la condizione di isolamento possa costituire un freno alle richieste d'aiuto e, allo stesso tempo, portare alla luce tutte quelle situazioni di grave disagio e violenza dove a farne le spese sono le persone più fragili, le donne, i minori, i disabili e gli anziani».
«In questa fase, particolarmente delicata sotto il profilo sanitario e sociale _ aggiunge l'assessore _, è fondamentale stabilire e mantenere un contatto con tutte le situazioni critiche o potenzialmente critiche per poter intervenire tempestivamente. La rete costituisce la base per un sostegno stabile a favore delle vittime di violenza anche quando l'emergenza sarà superata».
Una rete che vede il fulcro nelle case protette gestite dai centri antiviolenza dislocati in Sardegna a cui si aggiungono altre iniziative per l'individuazione di alloggi, strutture o soluzioni, come il Reddito di Libertà, che consentano di allontanare o comunque proteggere le vittime da una condizione di pericolo e disagio
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