In tanti al lavoro, ripartiti 2mila cantieri
In Veneto 1,7 milioni sono già operativi, in Toscana sono aperte il 90% delle aziende di moda
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[FIRMA&LUOGO]di Lorenzo Attianese
<MC>ROMA
[TESTO]Milioni di persone tornate al lavoro, migliaia su autobus e treni, nuove percentuali per le richieste della cassa integrazione e perfino uno «zero» confortante. Il pallottoliere della «fase 2» si aggiorna con nuovi numeri, che fin dall'inizio dell'emergenza sono stati il termometro dell'Italia malata di Covid ma che ora segnano la radiografia del Paese intento a ripartire. La riapertura del settore manifatturiero, delle costruzioni e del commercio all'ingrosso ha riportato sulle strade italiane circa 4,4 milioni di lavoratori. A Bergamo, la provincia più colpita dal virus, 137 mila lavoratori sono tornati in aziende, fabbriche e magazzini. Nel Veneto sono regolarmente alle proprie mansioni circa 415mila persone in più rispetto alla scorsa settimana. Nella regione ci sono, complessivamente, 1,7 milioni di persone già al proprio posto di lavoro. Tra le imprese artigiane veneziane, l'88% ha ripreso l'attività. In Toscana, invece, il 90% delle aziende della moda risultano riaperte. Le scuole restano chiuse, ma in tutto il Paese sono ripartiti 2.000 cantieri di edilizia scolastica. Nel complesso, è salita all'86%, pari a 11.155 istanze, la percentuale delle domande istruite dal gruppo di lavoro che si occupa della Cassa integrazione in deroga. In tutto il Paese, la nuova fase si lascia alle spalle, secondo i dati del Mef, una riduzione della produzione di almeno il 50% complessivo nel mese scorso segnato dal lockdown. Il settore dei trasporti segna cifre rassicuranti rispetto agli affollamenti temuti nei principali punti di snodo e anche l'esodo sarebbe limitato, se confrontato alle aspettative. Nel primo giorno di «unlock» hanno circolato 3.800 treni regionali di Trenitalia (+25% corse), su cui hanno viaggiato 190mila persone (+8%), ovvero il 13% dei passeggeri del periodo prima dell'emergenza. Le persone in viaggio sui treni a media e lunga percorrenza, 12 Frecce e 6 InterCity, sono state 4.300, il doppio dei viaggiatori rispetto alla scorsa settimana. In generale, il numero dei passeggeri è poco più della metà rispetto a quello che viaggiava, sullo stesso numero di treni, prima dell'emergenza Covid.. Tra le cifre sotto i riflettori c'è anche lo zero, che fa capolino in Sardegna, dove per la prima volta dall'inizio dell'emergenza non si registrano né nuovi contagi né decessi.
<MC>ROMA
[TESTO]Milioni di persone tornate al lavoro, migliaia su autobus e treni, nuove percentuali per le richieste della cassa integrazione e perfino uno «zero» confortante. Il pallottoliere della «fase 2» si aggiorna con nuovi numeri, che fin dall'inizio dell'emergenza sono stati il termometro dell'Italia malata di Covid ma che ora segnano la radiografia del Paese intento a ripartire. La riapertura del settore manifatturiero, delle costruzioni e del commercio all'ingrosso ha riportato sulle strade italiane circa 4,4 milioni di lavoratori. A Bergamo, la provincia più colpita dal virus, 137 mila lavoratori sono tornati in aziende, fabbriche e magazzini. Nel Veneto sono regolarmente alle proprie mansioni circa 415mila persone in più rispetto alla scorsa settimana. Nella regione ci sono, complessivamente, 1,7 milioni di persone già al proprio posto di lavoro. Tra le imprese artigiane veneziane, l'88% ha ripreso l'attività. In Toscana, invece, il 90% delle aziende della moda risultano riaperte. Le scuole restano chiuse, ma in tutto il Paese sono ripartiti 2.000 cantieri di edilizia scolastica. Nel complesso, è salita all'86%, pari a 11.155 istanze, la percentuale delle domande istruite dal gruppo di lavoro che si occupa della Cassa integrazione in deroga. In tutto il Paese, la nuova fase si lascia alle spalle, secondo i dati del Mef, una riduzione della produzione di almeno il 50% complessivo nel mese scorso segnato dal lockdown. Il settore dei trasporti segna cifre rassicuranti rispetto agli affollamenti temuti nei principali punti di snodo e anche l'esodo sarebbe limitato, se confrontato alle aspettative. Nel primo giorno di «unlock» hanno circolato 3.800 treni regionali di Trenitalia (+25% corse), su cui hanno viaggiato 190mila persone (+8%), ovvero il 13% dei passeggeri del periodo prima dell'emergenza. Le persone in viaggio sui treni a media e lunga percorrenza, 12 Frecce e 6 InterCity, sono state 4.300, il doppio dei viaggiatori rispetto alla scorsa settimana. In generale, il numero dei passeggeri è poco più della metà rispetto a quello che viaggiava, sullo stesso numero di treni, prima dell'emergenza Covid.. Tra le cifre sotto i riflettori c'è anche lo zero, che fa capolino in Sardegna, dove per la prima volta dall'inizio dell'emergenza non si registrano né nuovi contagi né decessi.
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