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Venticinquemila firme per dire no al cemento sulle coste

SASSARI. Venticinquemila sardi non vogliono mattoni nelle coste. È il numero di firme raccolte dalla petizione popolare promossa dal Gruppo d'intervento giuridico e rivolta al Mibact, al governatore...

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SASSARI. Venticinquemila sardi non vogliono mattoni nelle coste. È il numero di firme raccolte dalla petizione popolare promossa dal Gruppo d'intervento giuridico e rivolta al Mibact, al governatore Christian Solinas e al presidente del Consiglio regionale Michele Pais. La richiesta: il mantenimento dei vincoli di inedificabilità nella fascia dei 300 metri dalla battigia. Come stabiliscono le normative attuali e il Piano paessagistico regionale. «Norme e disposizioni di fondamentale buon senso - spiega il presidente del Grig Stefano Deliperi - se si vuol mantenere una caratteristica ambientale della Sardegna e una strategica risorsa economico-sociale, eppure in grave pericolo». Nel mirino degli ecologisti la proposta di legge sul piano casa che, denunciano, punta a «consentire ingenti aumenti volumetrici nella fascia costiera e anche nella fascia di massima tutela dei 300 metri, nonché la pressochè liberalizzazione dell'edilizia in area agricola». Non solo. «Le pessime intenzioni che trasversalmente attraversano la classe politica sono emerse con la privatizzazione strisciante delle spiagge determinata dalla legge regionale 3 che prevede il mantenimento tendenzialmente permanente di chioschi e installazioni varie sul demanio marittimo».

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