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Fasolino contro Conte: Sardegna beffata, dallo Stato solo briciole

di Umberto Aime
Fasolino contro Conte: Sardegna beffata, dallo Stato solo briciole

L’ira del titolare del Bilancio: «All’isola appena 150 milioni Noi dobbiamo garantire servizi essenziali come la sanità»

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CAGLIARI. L’accusa è di quelle forti: «Neanche durante la pandemia il Governo si schiera dalla parte delle Regioni». Oltre allo scontro sulla fase 2, con le polemiche quotidiane sulle ordinanze, è saltato fuori un altro fronte esplosivo, quello economico. Le Regioni hanno scoperto che il Governo avrà a disposizione un extra debito di 80 miliardi, è stato concesso dall’Europa per contrastare l’emergenza coronavirus, ma in periferia sarà trasferito appena un miliardo e mezzo. Alla Sardegna dovrebbero arrivare non più di 150mila euro: un’inezia. Tant’è che l’assessore al bilancio, Giuseppe Fasolino, ha commentato: «Ci danno le briciole dopo tutto quello che abbiamo speso di tasca nostra nella fase 1. Queste scelte del Governo sono inaccettabili e offensive». Potrebbe sembrare solo una baruffa politica, una lite fra centrodestra e centrosinistra, ma non lo è, almeno secondo la Regione. «Di fronte al crollo dei trasferimenti erariali che ci sarà quest’anno – prosegue l’assessore – il Governo non ha previsto alcun correttivo. Anzi, sarà una beffa per le Regioni a Statuto speciale, come la nostra. Saremo ancora noi a doverci pagare gran parte dei servizi essenziali, dalla sanità ai trasporti interni ed esterni, ma senza soldi in cassa come ci riusciremo? Sarà impossibile».

Il conto. Nell’aula della commissione attività produttive del Consiglio regionale, Fasolino s’è presentato con un foglietto di appunti. «Qualche calcolo – le sue parole – l’abbiamo fatto. Da sempre l’80 per cento delle nostre entrate sono trasferimenti erariali, circa 7 miliardi sui 9 messi a bilancio. Secondo le nostre stime, a causa dell’emergenza, oltre al Prodotto interno lordo, finirà in picchiata anche il gettito fiscale. Con l’economia ferma, incasseremo meno Irpef, Iva e altre tasse. Quindi, secondo il nostro calcolo, i trasferimenti in meno saranno almeno intorno ai 700 milioni e quindi, senza poter contare su una o più compensazioni, avremo un buco spaventoso. Cioè: rischiamo di dover rimettere in discussione tutti i servizi essenziali. Ci vogliono costringere a tagliarli? Noi diciamo no ed è per questo che invitiamo il Governo a rivedere in fretta queste sue scelte motivate solo su calcoli ragionieristici e a sostituirle in fretta con altre più eque e solidali».

Gli interventi. Sempre nell’aula della commissione attività produttive, Fasolino ha presentato gli ultimi due finanziamenti straordinari per evitare che la crisi post coronavirus abbia la meglio. Il primo è quello conosciuto da giorni e riguarda il fondo da 200 milioni per il prestito a tasso zero fino a 15 anni destinato alle imprese. «Il nostro partner, la Banca Europea degli investimenti, sta selezionando l’istituto di credito per far partire l’operazione. Il bando è pronto, lo pubblicheremo a metà maggio e alla fine del mese le imprese potranno presentare le domande». La seconda delibera, invece, è quella che prevede un pacchetto da 90 milioni, con linee di credito agevolato anche per i colossi del turismo dopo quelle a favore delle micro e piccole imprese. Ma che comunque avranno un loro spazio con il finanziamento una tantum fino a un massimo di 7.500 euro. Continua infine a non piacere alla Giunta la proposta delle opposizioni di concedere alle imprese contributi a fondo perduto. «Non abbiamo tutti questi soldi a disposizione – ha detto Fasolino – e siamo sicuri che i nostri interventi finanziari possano restituire più in fretta liquidità alle aziende e per importi molto più consistenti». La quasi bocciatura è stata commentata così dalle opposizioni: «Negare i contributi a fondo perduto è un errore. Non basta agevolare il credito. Bisogna consentire che ogni impresa sia messa nelle condizioni di superare il momento critico e rimanere in vita. Dopo si potrà parlare di investimenti da finanziare, ma ora serve agire col pronto soccorso». Il confronto comunque è ancora aperto, anche se la Giunta sembra aver già fatto le sue scelte.

Il jolly. Come intendano muoversi il governatore Solinas e l’assessore al bilancio lo si capirà ancora meglio col disegno di legge Cura Sardegna, che racchiuderà tutti gli interventi a sostegno dell’economia. Atteso da oltre un mese, oggi o domani dovrebbe essere trasmesso al Consiglio regionale. Il che vorrebbe dire: all’inizio della settimana prossima potrebbe entrare in aula per essere discusso, semmai corretto, e infine approvato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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