La curva va sempre più giù Il contagio sembra fermo
di Roberto Petretto
Nessun decesso e un solo caso di positività. L’incognita di tamponi e test
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SASSARI. C’è ancora quel numerino, sempre più piccolo, a impedire di celebrare lo stop (quantomeno momentaneo, ma si spera definitivo) al contagio. Anche ieri il numero di positivi è cresciuto. Di un unico caso (a Cagliari), ma è cresciuto.
Ormai è solo una questione statistica: da settimane il contagio rallenta, da giorni è ai minimi e la curva tende sempre più verso il basso. Che incidenza avrà sull’andamento di questa curva la parziale riapertura cominciata lunedì lo si potrà scoprire solo tra qualche tempo. Per ora, scaldati dai 30 gradi di una estate precoce, è lecito godersi i dati di un bollettino sempre meno tragico. Anche ieri non è stato registrato nessun decesso. Anche il numero di persone trattate in terapia intensiva è stabile a nove e ciò fa capire che, almeno per ciò che riguarda le urgenze da coronavirus, la fase di maggiore stress per le strutture ospedaliere sembra superata.
In totale sono 1.318 i casi di positività al virus Covid-19 accertati in Sardegna dall’inizio dell’emergenza. L’unico incremento nella città metropolitana di Cagliari.
Continua ad aumentare anche il numero delle persone guarite che ora sono 452, con un incremento di 19 rispetto al giorno prima, a cui vanno ad aggiungersi 105 guariti clinicamente. La conta delle vittime resta ferma a 119.
Dopo la battuta d’arresto di lunedì, con poco più di 300 test eseguiti, ieri si è tornati su un numero di controlli più accettabile: 815.
Oggi il presidente Solinas dovrebbe parlare, insieme ai componenti il Comitato scientifico e all’assessore alla Sanità, Mario Nieddu, per illustrare alla stampa i dettagli della annunciata indagine epidemiologica. Uno strumento che non sostituisce gli accertamenti attraverso i tamponi faringei, ma che li affiancherà. Anche se negli ospedali affluiscono sempre meno pazienti, è ancora tutta da definire con maggiore precisione la mappa del contagio, di coloro che sono infett,i ma non presentano sintomi e di coloro che hanno contratto l’infezione senza rendersene conto e sono guariti.
Sarà quindi importante capire modalità e tempi della realizzazione dell’indagine epidemiologica, oltre alla progressione dei test con il tampone per i quali viene annunciato da settimane l’obiettivo dei duemila accertamenti quotidiani. obiettivo da cui ci si è tenuti sinora ben distanti.
Sull’argomento è intervenuta la capogruppo del Movimento 5Stelle in consiglio regionale, Desirè Manca: «Nonostante il Presidente Solinas abbia parlato di “dati confortanti”, la Sardegna non può permettersi di abbassare la guardia proprio adesso. Dobbiamo tenere in considerazione che, rispetto alle altre regioni d’Italia, il basso numero dei tamponi finora effettuati difficilmente può garantire un quadro chiaro della diffusione del contagio sul territorio regionale tale da consentire alla Regione e al Comitato tecnico scientifico per l’emergenza Covid di assumere decisioni consapevoli e ponderate, ma soprattutto scientificamente valide sulla gestione della Fase 2».
Per Desirè Manca è fondamentale che i dati già forniti da Anci Sardegna sui decessi avvenuti nei comuni sardi negli ultimi cinque anni «vengano adeguatamente integrati ed elaborati dalla Regione, in modo tale da poter offrire un utile contributo alle istituzioni chiamate a fronteggiare questa gravissima emergenza sanitaria».
Desirè Manca è la prima firmataria di una mozione (sottoscritta dai consiglieri pentastellati Michele Ciusa, Roberto Li Gioi, Alessandro Solinas), che impegna il presidente e la Giunta «a tracciare un quadro della diffusione dei contagi da coronavirus che sia il più possibile fedele alla realtà».
Sinora in totale nell’isola sono stati eseguiti 28.867 test. I pazienti ricoverati in ospedale sono in tutto 103, di cui 9 in terapia intensiva, mentre 539 sono le persone in isolamento domiciliare. Sul territorio, dei 1.318 casi positivi complessivamente accertati, 243 sono stati registrati nella Città Metropolitana di Cagliari (+1 rispetto all'ultimo aggiornamento), 94 nel Sud Sardegna, 55 a Oristano, 78 a Nuoro, 848 a Sassari.
@Petretto. @RIPRODUZIONE RISERVATA
Ormai è solo una questione statistica: da settimane il contagio rallenta, da giorni è ai minimi e la curva tende sempre più verso il basso. Che incidenza avrà sull’andamento di questa curva la parziale riapertura cominciata lunedì lo si potrà scoprire solo tra qualche tempo. Per ora, scaldati dai 30 gradi di una estate precoce, è lecito godersi i dati di un bollettino sempre meno tragico. Anche ieri non è stato registrato nessun decesso. Anche il numero di persone trattate in terapia intensiva è stabile a nove e ciò fa capire che, almeno per ciò che riguarda le urgenze da coronavirus, la fase di maggiore stress per le strutture ospedaliere sembra superata.
In totale sono 1.318 i casi di positività al virus Covid-19 accertati in Sardegna dall’inizio dell’emergenza. L’unico incremento nella città metropolitana di Cagliari.
Continua ad aumentare anche il numero delle persone guarite che ora sono 452, con un incremento di 19 rispetto al giorno prima, a cui vanno ad aggiungersi 105 guariti clinicamente. La conta delle vittime resta ferma a 119.
Dopo la battuta d’arresto di lunedì, con poco più di 300 test eseguiti, ieri si è tornati su un numero di controlli più accettabile: 815.
Oggi il presidente Solinas dovrebbe parlare, insieme ai componenti il Comitato scientifico e all’assessore alla Sanità, Mario Nieddu, per illustrare alla stampa i dettagli della annunciata indagine epidemiologica. Uno strumento che non sostituisce gli accertamenti attraverso i tamponi faringei, ma che li affiancherà. Anche se negli ospedali affluiscono sempre meno pazienti, è ancora tutta da definire con maggiore precisione la mappa del contagio, di coloro che sono infett,i ma non presentano sintomi e di coloro che hanno contratto l’infezione senza rendersene conto e sono guariti.
Sarà quindi importante capire modalità e tempi della realizzazione dell’indagine epidemiologica, oltre alla progressione dei test con il tampone per i quali viene annunciato da settimane l’obiettivo dei duemila accertamenti quotidiani. obiettivo da cui ci si è tenuti sinora ben distanti.
Sull’argomento è intervenuta la capogruppo del Movimento 5Stelle in consiglio regionale, Desirè Manca: «Nonostante il Presidente Solinas abbia parlato di “dati confortanti”, la Sardegna non può permettersi di abbassare la guardia proprio adesso. Dobbiamo tenere in considerazione che, rispetto alle altre regioni d’Italia, il basso numero dei tamponi finora effettuati difficilmente può garantire un quadro chiaro della diffusione del contagio sul territorio regionale tale da consentire alla Regione e al Comitato tecnico scientifico per l’emergenza Covid di assumere decisioni consapevoli e ponderate, ma soprattutto scientificamente valide sulla gestione della Fase 2».
Per Desirè Manca è fondamentale che i dati già forniti da Anci Sardegna sui decessi avvenuti nei comuni sardi negli ultimi cinque anni «vengano adeguatamente integrati ed elaborati dalla Regione, in modo tale da poter offrire un utile contributo alle istituzioni chiamate a fronteggiare questa gravissima emergenza sanitaria».
Desirè Manca è la prima firmataria di una mozione (sottoscritta dai consiglieri pentastellati Michele Ciusa, Roberto Li Gioi, Alessandro Solinas), che impegna il presidente e la Giunta «a tracciare un quadro della diffusione dei contagi da coronavirus che sia il più possibile fedele alla realtà».
Sinora in totale nell’isola sono stati eseguiti 28.867 test. I pazienti ricoverati in ospedale sono in tutto 103, di cui 9 in terapia intensiva, mentre 539 sono le persone in isolamento domiciliare. Sul territorio, dei 1.318 casi positivi complessivamente accertati, 243 sono stati registrati nella Città Metropolitana di Cagliari (+1 rispetto all'ultimo aggiornamento), 94 nel Sud Sardegna, 55 a Oristano, 78 a Nuoro, 848 a Sassari.
@Petretto. @RIPRODUZIONE RISERVATA
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