Spiaggia aperta a Badesi: lo ha deciso il sindaco
Antonello Sechi
«Nessuna sfida: qui non abbiamo parchi e quello è l’unico spazio disponibile»
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OLBIA. «Disobbedienza civile? Io? Ma no, nessuna sfida. È che a Badesi non abbiamo parchi dove permettere alla gente di passeggiare o fare attività motorie. Abbiamo però otto chilometri di spiaggia bella larga: per questo, nella mia ordinanza, abbiamo previsto per i mille e ottocento abitanti del nostro paese la possibilità che le attività motorie si possano fare sull’arenile. Ma niente bagni, asciugamani, ombrelloni e altre cose così».
Gian Mario Mamia, sindaco di Badesi, mette subito le mani avanti quando gli si va a chiedere se con la sua ordinanza numero 17 del 4 maggio ha deciso di disobbedire a Christian Solinas, il presidente della Regione. Che, illustrando in videoconferenza la sua, di ordinanza, quella dell’inizio della cosiddetta Fase 2 post lockdown anti-coronavirus, ha chiarito che le spiagge della Sardegna per adesso restano sbarrate.
Il fatto è che Mamia lo spiaggione di Badesi lo ha aperto. Lo si legge al punto 7 dell’ordinanza pubblicata sul sito del Comune: «Ai sensi del combinato disposto artt. 4 e 26 dell’ordinanza del Presidente della Regione autonoma Sardegna n. 20 del 2 maggio 2020 è consentito ai residenti, domiciliati, o coloro che hanno dimora abituale nel territorio di Badesi l’accesso alle spiagge, compresa la battigia per svolgere individualmente attività motoria all'aria aperta, limitatamente a passeggiate, corse a piedi, mantenendo la distanza interpersonale di almeno due metri». Chi ha letto il testo è trasecolato e subito è partito il tam tam: Mamia sfida Solinas, un piccolo Comune contro la Regione. Una cosa impensabile, il sindaco di Badesi non ha certo il profilo del rivoluzionario. E infatti nega che voglia sfidare qualcuno. Commerciante, 55 anni, «vicesindaco con Tony Stangoni» dal 2003, sindaco dal 2017, si riconosce «da sempre nel centrodestra». Anche se – aggiunge – «guido il paese con una lista civica all’interno della quale sono rappresentati tutti, anche la sinistra. E siamo stati eletti con una maggioranza bulgara – scherza –: eravamo gli unici in gara». Mamia è sereno anche quando spiega la scelta di mandare la gente in spiaggia: «Il presidente Solinas ha stabilito che dal 4 maggio si possano aprire i parchi e che si possano fare attività motorie all’aria aperta. Noi non siamo Tempio o Olbia, qui un parco non ce l’abbiamo. Abbiamo però una spiaggia immensa dove i nostri concittadini – solo la gente di qui, per essere chiari – possono andare a passeggiare in sicurezza, mantenendo le distanze. Ma niente balneazione, né elioterapia, ombrelloni, palloni in spiaggia ecc. Monitoriamo con i vigili urbani il rispetto delle regole. Noi – conclude un po’ sornione – l’ordinanza di Solinas l’abbiamo interpretata così, non crediamo che ci sia niente di sbagliato, vediamo».
Gian Mario Mamia, che – anticipa – nel 2022 non si ricandiderà a sindaco, è più preoccupato per altro: «Qui viviamo di turismo e la stagione è pregiudicata. Gli aiuti, i bonus? Palliativi, peraltro difficili da spendere: con i paletti che hanno messo, gli 800 euro li possiamo dare a pochi. A luglio e agosto faremo numeri ma poi? Così non si rimane in piedi».
Gian Mario Mamia, sindaco di Badesi, mette subito le mani avanti quando gli si va a chiedere se con la sua ordinanza numero 17 del 4 maggio ha deciso di disobbedire a Christian Solinas, il presidente della Regione. Che, illustrando in videoconferenza la sua, di ordinanza, quella dell’inizio della cosiddetta Fase 2 post lockdown anti-coronavirus, ha chiarito che le spiagge della Sardegna per adesso restano sbarrate.
Il fatto è che Mamia lo spiaggione di Badesi lo ha aperto. Lo si legge al punto 7 dell’ordinanza pubblicata sul sito del Comune: «Ai sensi del combinato disposto artt. 4 e 26 dell’ordinanza del Presidente della Regione autonoma Sardegna n. 20 del 2 maggio 2020 è consentito ai residenti, domiciliati, o coloro che hanno dimora abituale nel territorio di Badesi l’accesso alle spiagge, compresa la battigia per svolgere individualmente attività motoria all'aria aperta, limitatamente a passeggiate, corse a piedi, mantenendo la distanza interpersonale di almeno due metri». Chi ha letto il testo è trasecolato e subito è partito il tam tam: Mamia sfida Solinas, un piccolo Comune contro la Regione. Una cosa impensabile, il sindaco di Badesi non ha certo il profilo del rivoluzionario. E infatti nega che voglia sfidare qualcuno. Commerciante, 55 anni, «vicesindaco con Tony Stangoni» dal 2003, sindaco dal 2017, si riconosce «da sempre nel centrodestra». Anche se – aggiunge – «guido il paese con una lista civica all’interno della quale sono rappresentati tutti, anche la sinistra. E siamo stati eletti con una maggioranza bulgara – scherza –: eravamo gli unici in gara». Mamia è sereno anche quando spiega la scelta di mandare la gente in spiaggia: «Il presidente Solinas ha stabilito che dal 4 maggio si possano aprire i parchi e che si possano fare attività motorie all’aria aperta. Noi non siamo Tempio o Olbia, qui un parco non ce l’abbiamo. Abbiamo però una spiaggia immensa dove i nostri concittadini – solo la gente di qui, per essere chiari – possono andare a passeggiare in sicurezza, mantenendo le distanze. Ma niente balneazione, né elioterapia, ombrelloni, palloni in spiaggia ecc. Monitoriamo con i vigili urbani il rispetto delle regole. Noi – conclude un po’ sornione – l’ordinanza di Solinas l’abbiamo interpretata così, non crediamo che ci sia niente di sbagliato, vediamo».
Gian Mario Mamia, che – anticipa – nel 2022 non si ricandiderà a sindaco, è più preoccupato per altro: «Qui viviamo di turismo e la stagione è pregiudicata. Gli aiuti, i bonus? Palliativi, peraltro difficili da spendere: con i paletti che hanno messo, gli 800 euro li possiamo dare a pochi. A luglio e agosto faremo numeri ma poi? Così non si rimane in piedi».
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