Alt delle imprese al calo delle ore
di Silvia Gasparetto
Tra gli interventi allo studio anche un bonus da 500 euro per acquistare la bici
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ROMA. Lo Stato che di fatto si accolla i lavori di ristrutturazione in chiave green e anti-sismici, con ecobonus e sismabonus che diventano un superbonus al 110%. Buoni fino a 500 euro per acquistare biciclette e altri mezzi per la mobilità alternativa. E 200 milioni destinati ai soli Comuni delle zone rosse, i più martoriati dal Coronavirus. Mentre il governo illustra a tutti i rappresentanti delle attività produttive il pacchetto di aiuti per le imprese del prossimo decreto di maggio, incassando un altolà dei grandi all'idea di cali di orario a busta paga inalterata in cambio di formazione, si delineano anche le misure di dettaglio che arriveranno con la maxi-manovra da 55 miliardi. Le imprese chiedono indennizzi e non prestiti. Licenziamenti bloccati e cassa integrazione che vada di pari passo. E non vedono di buon occhio la proposta del ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, di rivedere gli orari di lavoro nel periodo dell'emergenza e ridurli destinando quelle ore alla formazione (pagata almeno in parte dallo Stato). Mentre i rappresentanti del mondo del commercio e dell'artigianato chiedono di riaprire prima possibile anche negozi, bar, ristoranti, attività artigianali, per evitare il collasso del sistema del commercio e delle piccole imprese. Il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri illustra lo schema che l'esecutivo ha studiato, in attesa del via libera europeo alle nuove regole sugli aiuti di Stato: e conferma tre diversi interventi legati alla dimensione e al fatturato delle imprese. Per le più piccole sono in arrivo ristori a fondo perduto - lo stesso anche per le aziende del turismo, ha assicurato il ministro Dario Franceschini - in base alle perdite causate dall'epidemia. Per le medie, tra 5 e 50 milioni di fatturato, dovrebbe esserci un intervento a sostegno della patrimonializzazione. Negli incontri con le sigle datoriali il governo avrebbe anche confermato l'intenzione di rinviare ancora le scadenze fiscali da giugno a settembre e illustrato l'idea di proporre anche degli incentivi per le aggregazioni (anche per gli studi professionali).
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