La Nuova Sardegna

Indice di contagio del Covid dubbi sul primo bollettino

di Umberto Aime
Indice di contagio del Covid dubbi sul primo bollettino

La Regione non ha ricevuto da Roma lo schema per calcolare il fattore Rt  Mancano appena 24 ore alla comunicazione del rischio Comune per Comune

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CAGLIARI. Alla vigilia del primo bollettino sul tasso di contagio è il caos o poco ci manca. Da domani, secondo l’assessorato alla sanità, ciascun Comune saprà con esattezza quanto il virus continua a circolare nel territorio. Dovrebbe, perché la Regione ancora non ha ricevuto da Roma i parametri necessari per costruire la formula statistica con cui dovrà essere calcolato l’ormai famoso indice Rt, meglio conosciuto come il tasso di diffusione del Covis-19. Fra 24 ore sarà infatti un algoritmo a stabilire quanto è ancora alto o meno il rischio di nuovi focolai. Ma c’è di più: sarà sempre in base all’indice Rt che, da lunedì prossimo, i sindaci potranno autorizzare – così è scritto nell’ultima ordinanza della Regione – la riapertura di barbieri, parrucchieri, centri estetici e negozi d’abbigliamento. Il via libera, e questo s’è capito da giorni, sarà possibile solo in questo caso: l’indice dovrà essere inferiore a 0,5, cioè un nuovo positivo può contagiare al massimo meno di una persona. Se l’Rt risultasse invece superiore a 0,5, quei negozi continueranno a rimanere chiusi fino almeno al 18 maggio. Oppure, peggio ancora, se dovesse essere molto più alto, rispetto alla soglia sentinella di 0,5, il Comune potrebbe essere persino isolato.

L’assessore. Riuscirà la Regione a tenere fede all’impegno di comunicare il bollettino sin da domani? «Non dipende da noi – è stata la risposta dell’assessore alla sanità Mario Nieddu – ma da Roma. Se ci saranno comunicati dati e parametri che ci consentiranno di costruire l'algoritmo per declinare l'indice Comune per Comune, allora ce la faremo». Di questa comunicazione ancora molto incerta s’è parlato per ore nell’ultima conferenza delle Regioni. Molti assessori hanno preteso di avere sin da oggi risposte certe e tempestive dall’Istituto superiore della sanità, che è stato incaricato di mettere a punto la formula. Il ministro della salute, Roberto Speranza, ha replicato: «Fra 24 ore lo schema sarà trasmesso alle Regioni».

Il caso. Però, a poche ore dallo starter, è scoppiata una polemica. Nell’ultima tabella di prova calcolata dall’Istituto superiore, alla Sardegna è stato assegnato un indice di contagio dello 0,76, quindi oltre la soglia sentinella, contro lo 0,53 della Lombardia. Com’è possibile che una regione dove i casi sono poco più di mille, come censito in Sardegna, abbia un tasso peggiore rispetto a territori ormai a un passo dagli 80mila positivi accertati? «In questo calcolo a nostro sfavore, c’è qualcosa che non torna», ha commentato l’assessore Nieddu, confermando d’aver chiesto un chiarimento al ministero. Chiarimento che è arrivato in serata: «Il parametro – si legge in un comunicato – è stato calcolato e lo sarà in futuro non solo sul numero di casi, ma su ben venti indicatori divisi in tre macroaree: monitoraggio del possibile contagio, stabilità o meno della trasmissione del virus rispetto alle restrizioni sociali previste e, infine, verrà presa in cosiderazione la tenuta dei servizi sanitari, a cominciare dal riempimento dei posti letto nelle terapie intensive». Stando agli esperti, quindi oggi la Sardegna sarebbe messa peggio della Lombardia. Ma non è così e quindi a salvare i sardi sarà di sicuro un nuovo algoritmo.

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