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Pochi bus in circolazione nelle fermate regna il caos

Pochi bus in circolazione nelle fermate regna il caos

Ancora in vigore la riduzione della corse, tanti passeggeri restano a terra  La Cisl attacca la Regione: «In tilt il trasporto pubblico di Sassari e Cagliari»

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SASSARI. Tanti passeggeri, pochi bus. Rispettare i protocolli di sicurezza e, allo stesso tempo, garantire un servizio efficiente non era facile. Nessuno, però, si sarebbe aspettato di dover affrontare una situazione complicata come quella che si sta verificando sulle tratte più affollate del servizio pubblico locale. La Cisl parla di caos alle fermate: «Soprattutto nelle principali città della Sardegna, Sassari e Cagliari in particolare – spiega il segretario della Fit-Cisl, Valerio Zoccheddu –, dove tanti cittadini infuriati sono stati lasciati a terra dagli autobus che, raggiunto il numero di passeggeri autorizzati, sono ripartiti e hanno dovuto saltare diverse fermate, se non per far scendere i passeggeri». A monte del problema, secondo la Cisl “c’è la scelta incomprensibile della giunta regionale di mantenere la riduzione del servizio al 60 per cento della normale attività di trasporto prevista in concessione, peraltro regolarmente pagata dalla regione anche se non interamente svolta, unita all’obbligo della riduzione al 50 per cento di capacità dei mezzi per garantire il distanziamento sociale». Una decisione che ha mandato su tutte le furie la Cisl: «Perché il presidente della giunta Solinas e l’assessore ai Trasporti Todde hanno evitato il confronto con le parti sociali pensando di andare avanti in solitudine senza valutare le preoccupazioni degli operatori dei trasporti aggiunge Zoccheddu –. Eppure, quando le persone riprendono a circolare, non ci sarebbe la necessità di tagliare i servizi ma bensì di aumentarli e, nelle tratte più frequentate, addirittura raddoppiarli. Non si capisce neanche la scelta delle aziende di continuare a tenere i mezzi fermi e il personale in Cassa Integrazione, creando disagio ai cittadini ma ricevendo il regolare contributo di concessione anche per servizi non svolti, risparmiando su carburante, assicurazioni e manutenzione, e scaricando i costi del lavoro sulla collettività che paga ma non riceve i servizi». La Cisl invita la Regione a “un confronto sugli interventi necessari per evitare si possano ripetere situazioni spiacevoli con conseguenze imprevedibili”.

Verso la fase tre. La necessità di governare il presente non può far passare in secondo piano la programmazione del futuro. Ne è convinto il segretario della Filt Cgil, Arnaldo Boeddu: «È necessario pensare sin da ora al periodo in cui inizierà il prossimo anno scolastico. Il contingentamento dei posti che, ad oggi ha garantito continuità nel trasporto collettivo in sicurezza, a settembre dovrà fare i conti con una maggiore richiesta di posti sui mezzi di trasporto rispetto a quelli fino ad ora garantiti». Boeddu chiede quindi un confronto dedicato ad un comparto strategico come quello della mobilità. Non solo trasporto pubblico locale su ferro e su gomma quindi ma, anche quello marittimo ed aereo. Boeddu aggiunge che non si potrà pretendere di salire a bordo senza mascheri, così come senza rispettare le altre norme ma allo stesso tempo chi usufruirà dei trasporti dovrà essere posto nella condizione di avere la certezza rispetto alla santificazione dei bus, metro e treni. «La Regione, se davvero vuole candidare la Sardegna a regione “Covid Free” deve fin da ora prevedere il tampone o l’esame semiologico per tutti i cittadini e fare in maniera che ci si sposti sempre di più con mezzi pubblici. C’è ancora il tempo per ripensare la mobilità delle persone e delle merci ma è necessario farlo rapidamente». (c.z.)

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