Bonus alle famiglie la Giunta sotto accusa
La procedura è complessa: solo 8 Comuni avrebbero erogato i contributi
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CAGLIARI. La legge salva famiglie continua a essere un capo di battaglia. Lo è su tutti i fronti, da quello politico ai rapporti, sono sempre molto tesi, fra la Regione e i Comuni. La Giunta aveva annunciato una circolare per chiudere il caso una volta per tutte, ma della nota di chiarimento non c’è traccia. Così, in Consiglio regionale, s’è scatenata la bagarre intorno a questa legge ma anche sulla proposta dell’opposizione di puntare sui contributi a fondo perduto a favore delle micro e piccole imprese su cui invece il centrodestra continua ad avere forti perplessità.
Salva famiglie. In aula sono stati i consiglieri regionali che sono anche sindaci a sollevare il caso ancora una volta. La denuncia non è arrivata solo dai banchi dell’opposizione, ma anche da quelli della maggioranza. Uno dei primi è stato Emanuele Cera di Forza Italia, che guida il Comune di San Nicolò Arcidano. «Tutti – ha detto – abbiamo voluto fortemente questa legge, ma oggi tutti stiamo facendo una brutta figura, opposizione e maggioranza, perché ormai è trascorso oltre un mese dal via libera del Consiglio regionale. Ci sono ancora oggettive difficoltà nell’assegnare gli 800 euro di bonus. Dobbiamo rimediare al caos. Noi sindaci abbiamo bisogno di certezze». A sostenere la causa è stato subito dopo Salvatore Corrias del Pd, sindaco di Baunei: «Servono risposte chiare – ha detto – mentre finora proprio la Regione ha fatto solo confusione. I benefici di questa legge sarebbero dovuti arrivare alle famiglie in un battibaleno, mentre s’è scatenato un cortocircuito burocratico che ha bloccato tutto». Dopo l’atto d’accusa partito da Massimo Zedda dei Progressisti e da Piero Comandini e Gianfranco Ganau del Pd, «la Giunta si vanta di aver stanziato non sappiamo bene quanti milioni, ma questi soldi sono ancora virtuali», è stato Pierluigi Saiu della Lega a parlare a nome della maggioranza. «Intorno a questa legge – ha detto – si sono scatenate troppe speculazioni, mentre sarebbe dovuto filare tutto liscio, ma c’è chi ha soffiato sul fuoco delle polemiche». Lo scontro s’è placato solo quando Franco Mula del Psd’Az: «La circolare sta per arrivare». Nell’attesa c’è però un dato che sconcerta: finora solo 8 Comuni su 377 avrebbero erogato il bonus.
Contributi a fondo perduto. In aula il Pd ha rilanciato la sua proposta di contributi a fondo perduto a favore delle 60mila micro imprese costrette a chiudere i battenti per la pandemia. «Dobbiamo intervenire subito – ha detto Cesare Moriconi – con soldi che consentano alle aziende di pagare affitti e bollette, o altrimenti scompariranno ancora prima di poter accedere ai prestiti agevolati ipotizzati dalla Giunta». Eugenio Lai di Leu ha rincarato la dose: «Con 200 milioni, possiamo garantire fino a 10mila euro a chi, negli ultimi mesi, non ha incassato nulla, ma deve pagare lo stesso tutto». Sempre dai banchi dell’opposizione s’è alzata anche la voce dei 5 stelle, con la capogruppo Desirè Manca: «Il centrodestra ritorni con i piedi per terra e proponga interventi efficaci a breve scadenza». Alla fine un’apertura c’è stata da parte della maggioranza: «La vostra ipotesi potrebbe trovare spazio nel disegno di legge Cura Sardegna ormai pronto». Ma di cui ancora nessuno conosce neanche un articolo nonostante dalla Giunta sia stato approvato il 10 marzo. (ua)
Salva famiglie. In aula sono stati i consiglieri regionali che sono anche sindaci a sollevare il caso ancora una volta. La denuncia non è arrivata solo dai banchi dell’opposizione, ma anche da quelli della maggioranza. Uno dei primi è stato Emanuele Cera di Forza Italia, che guida il Comune di San Nicolò Arcidano. «Tutti – ha detto – abbiamo voluto fortemente questa legge, ma oggi tutti stiamo facendo una brutta figura, opposizione e maggioranza, perché ormai è trascorso oltre un mese dal via libera del Consiglio regionale. Ci sono ancora oggettive difficoltà nell’assegnare gli 800 euro di bonus. Dobbiamo rimediare al caos. Noi sindaci abbiamo bisogno di certezze». A sostenere la causa è stato subito dopo Salvatore Corrias del Pd, sindaco di Baunei: «Servono risposte chiare – ha detto – mentre finora proprio la Regione ha fatto solo confusione. I benefici di questa legge sarebbero dovuti arrivare alle famiglie in un battibaleno, mentre s’è scatenato un cortocircuito burocratico che ha bloccato tutto». Dopo l’atto d’accusa partito da Massimo Zedda dei Progressisti e da Piero Comandini e Gianfranco Ganau del Pd, «la Giunta si vanta di aver stanziato non sappiamo bene quanti milioni, ma questi soldi sono ancora virtuali», è stato Pierluigi Saiu della Lega a parlare a nome della maggioranza. «Intorno a questa legge – ha detto – si sono scatenate troppe speculazioni, mentre sarebbe dovuto filare tutto liscio, ma c’è chi ha soffiato sul fuoco delle polemiche». Lo scontro s’è placato solo quando Franco Mula del Psd’Az: «La circolare sta per arrivare». Nell’attesa c’è però un dato che sconcerta: finora solo 8 Comuni su 377 avrebbero erogato il bonus.
Contributi a fondo perduto. In aula il Pd ha rilanciato la sua proposta di contributi a fondo perduto a favore delle 60mila micro imprese costrette a chiudere i battenti per la pandemia. «Dobbiamo intervenire subito – ha detto Cesare Moriconi – con soldi che consentano alle aziende di pagare affitti e bollette, o altrimenti scompariranno ancora prima di poter accedere ai prestiti agevolati ipotizzati dalla Giunta». Eugenio Lai di Leu ha rincarato la dose: «Con 200 milioni, possiamo garantire fino a 10mila euro a chi, negli ultimi mesi, non ha incassato nulla, ma deve pagare lo stesso tutto». Sempre dai banchi dell’opposizione s’è alzata anche la voce dei 5 stelle, con la capogruppo Desirè Manca: «Il centrodestra ritorni con i piedi per terra e proponga interventi efficaci a breve scadenza». Alla fine un’apertura c’è stata da parte della maggioranza: «La vostra ipotesi potrebbe trovare spazio nel disegno di legge Cura Sardegna ormai pronto». Ma di cui ancora nessuno conosce neanche un articolo nonostante dalla Giunta sia stato approvato il 10 marzo. (ua)
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