allarme dei sindacati
Addetti delle mense scolastiche 1000 senza stipendio da due mesi
SASSARI. C’è una categoria di lavoratori con poca visibilità e tanta precarietà la cui disperazione rischia di sfociare in proteste clamorose: si tratta di oltre mille addetti delle mense scolastiche,...
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SASSARI. C’è una categoria di lavoratori con poca visibilità e tanta precarietà la cui disperazione rischia di sfociare in proteste clamorose: si tratta di oltre mille addetti delle mense scolastiche, molti con famiglia da mantenere, che da più di due mesi sono senza stipendio a causa dell’emergenza Covid che ha chiuso le scuole, con l’integrazione salariale che non arriva e le aziende d’appalto che non concedono l’anticipazione. A denunciare la situazione sono le segretarie Nella Milazzo (Filcams Cgil), Monica Porcedda (Fisascat Cisl) e Silvia Dessì (Uiltucs Uil), che avvisano: «Siamo parlando di lavoratori che soffrono già condizioni di disagio economico perché hanno contratti da 12 o 15 ore settimanali, la tenuta sociale è a rischio, e occorrono risposte concrete entro qualche giorno».
Le sindacaliste spiegano che «alla Regione, in particolare all’assessorato del lavoro, si chiede un intervento urgente, anche con l’obiettivo di trovare una soluzione per i quattro mesi estivi nei quali il contratto prevede una sospensione: quest’anno i lavoratori non potranno contare nemmeno su quei pochi risparmi che, con fatica, mettono da parte nei mesi in cui le scuole sono aperte e le mense funzionano».
Nel frattempo però, chiedono all’Inps di velocizzare i pagamenti, perché nemmeno la promessa dell’anticipazione da parte delle banche viene mantenuta: «L’accordo con Abi, di fatto, non funziona – denunciano le categorie – sappiamo che i lavoratori chiamano gli uffici bancari senza avere risposte e, quando le hanno, la documentazione richiesta è talmente complicata da disincentivare le domande». Sembra infatti che venga richiesto un avvallo di garanzia da parte delle aziende, che però non sono disposte a concederlo. A livello nazionale è stata chiesta la proroga degli ammortizzatori, ma Inps e Regione devono affrettarsi a trovare soluzioni.
Le sindacaliste spiegano che «alla Regione, in particolare all’assessorato del lavoro, si chiede un intervento urgente, anche con l’obiettivo di trovare una soluzione per i quattro mesi estivi nei quali il contratto prevede una sospensione: quest’anno i lavoratori non potranno contare nemmeno su quei pochi risparmi che, con fatica, mettono da parte nei mesi in cui le scuole sono aperte e le mense funzionano».
Nel frattempo però, chiedono all’Inps di velocizzare i pagamenti, perché nemmeno la promessa dell’anticipazione da parte delle banche viene mantenuta: «L’accordo con Abi, di fatto, non funziona – denunciano le categorie – sappiamo che i lavoratori chiamano gli uffici bancari senza avere risposte e, quando le hanno, la documentazione richiesta è talmente complicata da disincentivare le domande». Sembra infatti che venga richiesto un avvallo di garanzia da parte delle aziende, che però non sono disposte a concederlo. A livello nazionale è stata chiesta la proroga degli ammortizzatori, ma Inps e Regione devono affrettarsi a trovare soluzioni.
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