Il Pd attacca Solinas: «Ordinanze inapplicabili»
Il segretario regionale Cani chiede «meno proclami trionfalistici e più tamponi e test diagnostici»
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SASSARI. «Ordinanze inapplicabili»: il Partito democratico boccia così le ultime deicioni del presidente della Regione, Christiano Solinas. «Basta proclami - scrive in una nota il segretario regionale, Emanuele Cani -. In Sardegna servono più tamponi e più test diagnostici».
Il responsabile del Pd sardo invita il presidente a evitare «proclami trionfalistici e ordinanze inapplicabili» e ad adoperarsi, invece, per «tamponi e test in larga scala».
Cani ricorda che «a oggi la nostra Regione, sul numero dei tamponi effettuati, poco più di 30.000, vanta un primato molto negativo nell’intero territorio nazionale, siamo infatti in fondo alla classifica».
Non si nega che l’andamento del contagio induca a un cauto ottimismo, ma per il segretario del Pd è meglio esercitare la prudenza e approfondire: «I dati ufficiali sulla pandemia in Sardegna sono sicuramente incoraggianti, ma non siamo per niente tranquilli. Un numero di analisi irrisorio se si pensa alla capacità di contagio di questo terribile virus e al fatto che si sta andando verso un allentamento delle misure restrittive e verso la riapertura delle attività economiche e sociali».
Mentre la fase 2 sta entrando nel vivo e molti Comuni accelerano sulle riaperture, il Pd ritiene «di vitale importanza l’attività di prevenzione sulle persone da effettuarsi attraverso tamponi e test diagnostici su una percentuale della popolazione sarda ragionevole, in modo da avere un tracciamento del virus».
Secondo Emanuele Cani «il presidente Solinas ha addirittura illuso tutti di voler anticipare le aperture in Sardegna rispetto alle direttive nazionali con una sua ordinanza confusa e difficilmente applicabile con la quale scarica ogni responsabilità sui sindaci, garantendo loro la messa a disposizione di un indice di trasmissibilità del contagio Rt che la Regione non è poi stata clamorosamente in grado di fornire a ben 366 Comuni su 377».
Per questo il Pd sardo reputa «assolutamente sbagliato immaginare provvedimenti di alleggerimento delle restrizioni senza un adeguata conoscenza che si basi su numeri importanti di test effettuati» e rivolge un appello al presidente Solinas perché programmi «più tamponi e più test diagnostici. Questo compito spetta alla Regione e deve svolgerlo al massimo perché è in ballo la salute dei sardi e il futuro dell’isola».
Il responsabile del Pd sardo invita il presidente a evitare «proclami trionfalistici e ordinanze inapplicabili» e ad adoperarsi, invece, per «tamponi e test in larga scala».
Cani ricorda che «a oggi la nostra Regione, sul numero dei tamponi effettuati, poco più di 30.000, vanta un primato molto negativo nell’intero territorio nazionale, siamo infatti in fondo alla classifica».
Non si nega che l’andamento del contagio induca a un cauto ottimismo, ma per il segretario del Pd è meglio esercitare la prudenza e approfondire: «I dati ufficiali sulla pandemia in Sardegna sono sicuramente incoraggianti, ma non siamo per niente tranquilli. Un numero di analisi irrisorio se si pensa alla capacità di contagio di questo terribile virus e al fatto che si sta andando verso un allentamento delle misure restrittive e verso la riapertura delle attività economiche e sociali».
Mentre la fase 2 sta entrando nel vivo e molti Comuni accelerano sulle riaperture, il Pd ritiene «di vitale importanza l’attività di prevenzione sulle persone da effettuarsi attraverso tamponi e test diagnostici su una percentuale della popolazione sarda ragionevole, in modo da avere un tracciamento del virus».
Secondo Emanuele Cani «il presidente Solinas ha addirittura illuso tutti di voler anticipare le aperture in Sardegna rispetto alle direttive nazionali con una sua ordinanza confusa e difficilmente applicabile con la quale scarica ogni responsabilità sui sindaci, garantendo loro la messa a disposizione di un indice di trasmissibilità del contagio Rt che la Regione non è poi stata clamorosamente in grado di fornire a ben 366 Comuni su 377».
Per questo il Pd sardo reputa «assolutamente sbagliato immaginare provvedimenti di alleggerimento delle restrizioni senza un adeguata conoscenza che si basi su numeri importanti di test effettuati» e rivolge un appello al presidente Solinas perché programmi «più tamponi e più test diagnostici. Questo compito spetta alla Regione e deve svolgerlo al massimo perché è in ballo la salute dei sardi e il futuro dell’isola».
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