La Nuova Sardegna

Il premier corre, Italia Viva frena

Il premier corre, Italia Viva frena

Slitta ancora il Consiglio dei ministri chiamato a ratificare le nuove norme

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[FIRMA&LUOGO]di Michele Esposito

<MC>ROMA

[TESTO]Le notizie filtrate nella mattina di domenica su un Consiglio dei ministri serale che avrebbe timbrato il decreto rilancio si rilevano ben presto troppo ottimistiche: al premier Giuseppe Conte serve una riunione-fiume con i capi delegazione per trovare la quadra finale su un decreto corposo quanto una manovra, e sul quale il pressing della politica e del mondo produttivo è martellante. Un decreto in cui non tutti i nodi, nella maggioranza, sembrano sciolti e con Iv che, a metà giornata, avverte come convocare il Cdm troppo presto non sarebbe serio. I renziani infatti chiedono un'eliminazione almeno parziale dell'Irap, l'imposta regionale sulle attività produttive. A complicare il quadro è l'uscita della bozza del decreto, una sorta di leit-motiv dell'intera emergenza. Le opposizioni, infatti, salgono subito in trincea. «Basta con questo balletto in spregio al Parlamento», sottolinea l'azzurro Sestino Giacomoni mentre da Fdi si chiede chiarezza bocciando la diffusione di «bozze confuse». Conte, insomma, è costretto alla prudenza, anche perché dai 258 articoli del decreto da 55 miliardi dipende una buona parte della riuscita della fase 2 per l'Italia. Poi, in settimana, il capo del governo sarà chiamato a tirare le fila in vista del nuovo Dpcm che partirà il 18 maggio. Un Dpcm in cui, sulla base dei dati che verranno diffusi dal ministero della Salute e della relazione del Comitato tecnico-scientifico il premier potrebbe dare il suo placet ad una differenziazione regionale che «liberi» maggiormente i territori dove il contagio è minimo. Sulla ripresa della circolazione della liquidità in estate, l'Italia si gioca una fetta della sua ripartenza in vista di un autunno dove l'ombra di un crash dei conti resta attualissima. Proprio dal settore delle imprese, per il governo, arrivano i maggiori grattacapi. Nona a caso, Conte spiega come la garanzia statale per i prestiti bancari non basti: «Dobbiamo fornire contributi a fondo perduto per le imprese più piccole e assicurare agevolazioni sostanziose per la ricapitalizzazione di quelle piccole e medie. Per le più grandi si può pensare anche a interventi mirati per fornire equity, ma senza nessuna pretesa di interferire nella governance». Nella riunione di Palazzo Chigi il governo è chiamato a trovare un equilibrio anche tra le richieste dei vari partiti. La doppia quota che compone il Rem trova la soddisfazione del M5S mentre vertici del Movimento negano che ci siano malumori su un sostegno pubblico per chi acquista banche decotte. Sulla regolarizzazione temporanea degli stagionali c'è il placet di Conte ma manca la definizione della norma. «È una battaglia di giustizia», insiste Iv mentre Nicola Fratoianni avverte: «è un accordo indecente, basta con la subalternità alle destre». E, poco dopo, Matteo Salvini sembra proprio sulla linea del governo: «Bene prolungare il permesso di lavoro ma no ad una sanatoria».

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