La mamma lavoratrice: voucher e micronidi
Marcella, madre di una bimba di 2 anni: «Sì agli spazi aperti, con pochi giochi e una sola insegnante»
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wSASSARI. È una mamma che lavora e la sua bimba compirà due anni a giugno. Dall’inizio del lockdown stanno a casa insieme. Bellissimo certo, ma complicato gestire lo smart working e le esigenze di una bambina così piccola abituata a giocare con i compagnetti dell’asilo. Racconta Marcella Sechi: «Mia figlia ha iniziato a frequentare il nido a 9 mesi. Nonostante sia felice di stare con mamma e papà mi chiede sempre degli altri “bimbi”, le mancano tantissimo». Ora che per gli adulti è iniziata la fase 2, per Marcella gli impegni lavorativi (si occupa di programmi di mobilità internazionale e orientamento all’Università di Sassari) cambieranno e cresceranno. Il primo pensiero naturalmente va alla piccola: «Manca un piano che consenta ai genitori di tornare al lavoro con i figli a casa. Non c’è una formula magica ma potrebbero essere fatte delle proposte da sottoporre al vaglio dei comitati scientifici – suggerisce Marcella –. Per i più piccoli, credo potrebbe essere una buona idea che vengano tenuti sempre dalla stessa insegnante, magari all’aperto e, ovviamente, in numero ridotto (3/4 bambini massimo). Nel malaugurato caso di contagio, il numero ridotto potrebbe rendere “semplice” una mappatura e il controllo. Lo spazio aperto, fornito dal Comune qualora i nidi non ne fossero dotati, vanno attrezzati di aree in cui i più piccoli vanno cambiati e in cui possano ripararsi in caso di pioggia (dei tendoni, specie in primavera) o caldo eccessivo. Credo inoltre – aggiunge Marcella – che non si debbano usare giocattoli o che si debbano limitare al massimo (una palla, musica, canzoni, attività motorie, lettura di libri) per non dover igienizzare i giochi di continuo. I pranzi all’aperto sono piuttosto complicati ma credo che se anche si riuscisse a fornire un servizio per 3 ore (9-12 o 16-19) sarebbe una buona cosa». Senza dimenticare i voucher baby sitter: «Sarebbe utile poter utilizzare quelli di due o tre famiglie per ipotizzare una custodia di più bambini con un orario che superi le tre ore pagate dal voucher». L’altra risorsa sono i micronidi: «A Sassari purtroppo non ci sono. Penso siano l’ideale per i bimbi piccolissimi perché il numero ridotto di ospiti evita gli attacchi continui di virus e batteri al sistema immunitario ancora immaturo dei bambini dai 3 ai 24 mesi. Forse l’emergenza sanitaria servirà a fare capire – conclude Marcella – quanto queste strutture possono essere utili». (si. sa.)
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