Una speranza per gli agriturismi
di Giovanni Bua
Coldiretti sollecita il governo: «Strutture sicure». E riparte Campagna Amica
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SASSARI. Riaprono i mercati di Campagna Amica dopo quasi due mesi di chiusura per il lockdown, durante il quale sono rimasti aperti solo quelli di Nuoro, Abbasanta e il mercato coperto di Oristano. E sperano gli agriturismi, che, come tutte le strutture ricettive, potrebbero ospitare le persone che sono autorizzate a muoversi nel periodo di emergenza epidemiologica. Almeno così recita una “Faq” sul sito del Governo in risposta alle sollecitazioni della Coldiretti. Che festeggia per la risposta positiva.
«Una precisazione importante – spiegano – per i circa 800 agriturismi, dei quali circa 700 offrono anche il servizio alloggio in camera o in abitazione autonoma, spesso situati in zone isolate della campagna in strutture familiari con un numero contenuto di posti e con ampi spazi all’aperto dove è più facile garantire il rispetto delle misure di sicurezza anti coronavirus». «Ci sono tutte le condizioni per il rispetto delle misure di precauzione negli agriturismi - sottolinea Michelina Mulas, presidente di Terranostra Sardegna, l’associazione degli agriturismi Campagna Amica - dopo che la chiusura forzata ha fatto saltare sia il periodo pasquale sia i ponti del 25 aprile e del 1° maggio».
A pesare oltre al calo della domanda interna è il crollo del turismo internazionale con gli stranieri che rappresentano circa il 52 per cento dei circa 15 milioni di turisti che arrivano ogni anno in Sardegna. Perdita che si allarga a dismisura se si pensa che i turisti interni (sardi) non arrivano all’8 per cento. E che riguarda oltre ai pernottamenti anche le cancellazioni forzate di cresime, battesimi, comunioni, matrimoni che si svolgono tradizionalmente in questo periodo dell’anno insieme alle attività di fattoria didattica saltate con la chiusura delle scuole.
«L’agriturismo è tra le attività agricole più duramente colpite dall’emergenza insieme al florovivaismo e altri settori legati al turismo e alla ristorazione come viticoltura e suinicoltura – dice il presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu -, per questo abbiamo chiesto il riconoscimento dello stato di emergenza». «Sostenere il turismo in campagna – continua Michelina Mulas - significa evitare il pericoloso rischio di affollamenti in città e al mare. Anche per questo le strutture agrituristiche devono poter ripartire aprendo i cancelli dei percorsi naturalistici, le visite agli animali con la pet therapy e anche gli spazi a tavola dove assaggiare le specialità della tradizione contadina dell’enogastronomia Made in Italy».
Tornando ai mercatini La settimana che sta per cominciare vedrà la riapertura di quasi l’80 per cento dei mercati di Campagna Amica sardi mettendo a disposizione delle famiglie una varietà di prodotti per una spesa annua che prima dell’emergenza ha raggiunto oltre i 10 milioni annui (2,5 miliardi di euro a livello nazionale). «In questi due mesi abbiamo comunque garantito la spesa a km0 ai cittadini con la consegna a domicilio – ricorda Cualbu –. E i cittadini hanno apprezzato e dimostrato sensibilità e vicinanza. Per questo garantiremo la consegna a domicilio anche in futuro».
«Una precisazione importante – spiegano – per i circa 800 agriturismi, dei quali circa 700 offrono anche il servizio alloggio in camera o in abitazione autonoma, spesso situati in zone isolate della campagna in strutture familiari con un numero contenuto di posti e con ampi spazi all’aperto dove è più facile garantire il rispetto delle misure di sicurezza anti coronavirus». «Ci sono tutte le condizioni per il rispetto delle misure di precauzione negli agriturismi - sottolinea Michelina Mulas, presidente di Terranostra Sardegna, l’associazione degli agriturismi Campagna Amica - dopo che la chiusura forzata ha fatto saltare sia il periodo pasquale sia i ponti del 25 aprile e del 1° maggio».
A pesare oltre al calo della domanda interna è il crollo del turismo internazionale con gli stranieri che rappresentano circa il 52 per cento dei circa 15 milioni di turisti che arrivano ogni anno in Sardegna. Perdita che si allarga a dismisura se si pensa che i turisti interni (sardi) non arrivano all’8 per cento. E che riguarda oltre ai pernottamenti anche le cancellazioni forzate di cresime, battesimi, comunioni, matrimoni che si svolgono tradizionalmente in questo periodo dell’anno insieme alle attività di fattoria didattica saltate con la chiusura delle scuole.
«L’agriturismo è tra le attività agricole più duramente colpite dall’emergenza insieme al florovivaismo e altri settori legati al turismo e alla ristorazione come viticoltura e suinicoltura – dice il presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu -, per questo abbiamo chiesto il riconoscimento dello stato di emergenza». «Sostenere il turismo in campagna – continua Michelina Mulas - significa evitare il pericoloso rischio di affollamenti in città e al mare. Anche per questo le strutture agrituristiche devono poter ripartire aprendo i cancelli dei percorsi naturalistici, le visite agli animali con la pet therapy e anche gli spazi a tavola dove assaggiare le specialità della tradizione contadina dell’enogastronomia Made in Italy».
Tornando ai mercatini La settimana che sta per cominciare vedrà la riapertura di quasi l’80 per cento dei mercati di Campagna Amica sardi mettendo a disposizione delle famiglie una varietà di prodotti per una spesa annua che prima dell’emergenza ha raggiunto oltre i 10 milioni annui (2,5 miliardi di euro a livello nazionale). «In questi due mesi abbiamo comunque garantito la spesa a km0 ai cittadini con la consegna a domicilio – ricorda Cualbu –. E i cittadini hanno apprezzato e dimostrato sensibilità e vicinanza. Per questo garantiremo la consegna a domicilio anche in futuro».
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