Nuova ondata di contagi in Asia
Tremano Cina e Corea del Sud. Ancora casi a Wuhan, Seul rinvia il ritorno in aula
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[FIRMA&LUOGO]di Antonio Fatiguso
<MC>PECHINO
[TESTO]I timori della Cina di una nuova ondata di Covid-19, con i casi interni in risalita, non hanno risparmiato neanche i diplomatici stranieri, tenuti al test dell'acido nucleico se interessati a seguire la sessione parlamentare della prossima settimana. In Corea del Sud invece, l'improvvisa fiammata di contagi ha spinto il governo a rinviare di una settimana la riapertura delle scuole. L'invito del ministero degli Esteri cinese, con le relative indicazioni, è stato consegnato alle ambasciate nel giorno in cui Pechino ha annunciato 5 nuovi casi, tutti da asintomatici, a Wuhan, il focolaio della pandemia, all'indomani dell'infezione accertata nel distretto di Dongxihu, la prima dal 4 aprile, dove l'allerta sanitaria è salita da bassa a media. L'azzeramento dei contagi interni è durato pochi giorni, in un equilibrio precario rotto dai vari focolai registrati nel nordest del Paese. A Seul si è registrato un copione non molto diverso e, dagli zero casi del 30 aprile, l'ottimismo del ritorno a scuola del 13 maggio è stato ridimensionato dal «fattore Itaewon». La mossa, annunciata dal viceministro dell'Educazione Park Baeg-beom, è maturata dopo le consultazioni con le autorità sanitarie alla luce del rialzo delle infezioni da Covid-19 degli ultimi giorni, alimentate dal «super diffusore» di 29 anni di Yongin, nella provincia di Gyeonggi, che frequentando i locali della movida della capitale a Itaewon nel weekend del Primo Maggio ha contagiato secondo le ultime stime almeno 94 persone. Il Korea Centers for Diseas Control and Prevention (Kcdc) ha accertato, in particolare, 63 casi nei 5 club visitati dal «paziente 1» e altri 23 tra i suoi familiari e amici. «Abbiamo bisogno di agire velocemente per trovare i pazienti e stroncare la trasmissione della malattia», ha detto la numero uno della Kcdc, Jeong Eun-kyeong, sollecitando chi ha visitato Itaewon dal 24 aprile al 6 maggio a sottoporsi ai test».
<MC>PECHINO
[TESTO]I timori della Cina di una nuova ondata di Covid-19, con i casi interni in risalita, non hanno risparmiato neanche i diplomatici stranieri, tenuti al test dell'acido nucleico se interessati a seguire la sessione parlamentare della prossima settimana. In Corea del Sud invece, l'improvvisa fiammata di contagi ha spinto il governo a rinviare di una settimana la riapertura delle scuole. L'invito del ministero degli Esteri cinese, con le relative indicazioni, è stato consegnato alle ambasciate nel giorno in cui Pechino ha annunciato 5 nuovi casi, tutti da asintomatici, a Wuhan, il focolaio della pandemia, all'indomani dell'infezione accertata nel distretto di Dongxihu, la prima dal 4 aprile, dove l'allerta sanitaria è salita da bassa a media. L'azzeramento dei contagi interni è durato pochi giorni, in un equilibrio precario rotto dai vari focolai registrati nel nordest del Paese. A Seul si è registrato un copione non molto diverso e, dagli zero casi del 30 aprile, l'ottimismo del ritorno a scuola del 13 maggio è stato ridimensionato dal «fattore Itaewon». La mossa, annunciata dal viceministro dell'Educazione Park Baeg-beom, è maturata dopo le consultazioni con le autorità sanitarie alla luce del rialzo delle infezioni da Covid-19 degli ultimi giorni, alimentate dal «super diffusore» di 29 anni di Yongin, nella provincia di Gyeonggi, che frequentando i locali della movida della capitale a Itaewon nel weekend del Primo Maggio ha contagiato secondo le ultime stime almeno 94 persone. Il Korea Centers for Diseas Control and Prevention (Kcdc) ha accertato, in particolare, 63 casi nei 5 club visitati dal «paziente 1» e altri 23 tra i suoi familiari e amici. «Abbiamo bisogno di agire velocemente per trovare i pazienti e stroncare la trasmissione della malattia», ha detto la numero uno della Kcdc, Jeong Eun-kyeong, sollecitando chi ha visitato Itaewon dal 24 aprile al 6 maggio a sottoporsi ai test».
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