La Nuova Sardegna

la francia riapre 

Scuole al via e al lavoro in bici

Scuole al via e al lavoro in bici

Manca ancora la legge. Intanto, a far paura sono le metropolitane

2 MINUTI DI LETTURA





[FIRMA&LUOGO]di Tullio Giannotti

<MC>PARIGI

[TESTO]La Francia riapre dopo 7 settimane di lockdown: scuole pronte a riaccogliere nei prossimi giorni gli studenti, fabbriche e cantieri che a fatica si rimettono in moto, negozi che tirano su le saracinesche. Tutto con grande prudenza: metà del Paese è ancora colorato di rosso nelle cartine della sorveglianza sanitaria, le metropolitane mettono paura per la folla che a tratti sembra impossibile da distanziare e le autorità ripetono di avere già pronti i piani per nuove chiusure di intere regioni in emergenza. L'attesissima ripartenza dell'11 maggio è cominciata all'insegna dell'ennesimo flop organizzativo: il via libera dei giudici del Consiglio costituzionale non è arrivato in tempo per rendere operativa la legge dalla mezzanotte. E per l'intera giornata di ieri - l'ok, con un paio di «censure», è arrivato solo in serata - le regole sono state applicate facendo appello al «senso di responsabilità» dei cittadini. Una qualità, questa, che nelle strade finalmente rianimate della capitale francese non è sembrata fare difetto: grazie anche ad una giornata di vento e pioggia dopo un lockdown di costante sole estivo, i parigini non si sono abbandonati a nessun eccesso. Composti, quasi tutti con la mascherina, rari gli assembramenti, i francesi hanno rispettato in generale le regole. A spaventare i parigini sono soprattutto le metropolitane, specie le regionali, quelle che non possono essere sostituite facilmente dalle biciclette. In centro, infatti, il Comune ha ancora moltiplicato le piste ciclabili, arrivando a chiudere alle auto in superficie tutto l'asse centrale della linea 1 del metrò - quella che passa dalla Bastiglia a rue de Rivoli, place de la Concorde e poi gli Champs-Elysées - per consentire di attraversare la capitale da est a ovest in bici. Il risultato è che a fine giornata la temibile prima giornata di ripresa sui mezzi di trasporto si è svolta con calma e disciplina. Ad eccezione di qualche momento di tensione registrato in mattinata sulla RER B e D (i treni che vanno in banlieue). Per i bambini delle materne ed elementari il rientro è fissato nei prossimi giorni, ma ieri è toccato agli insegnanti rientrare, riaprire le aule e cominciare a disporre i banchi in modo da non superare i 15 allievi per lezione, tutti alla giusta distanza. Negozi di abbigliamento e calzature, parrucchieri, diversi ristoranti con attività da asporto, tutti i commercianti hanno ricominciato con fatica e disciplina, dopo 55 giorni di chiusura, a ricevere i clienti. Il ministro della Salute Olivier Véran ha ripetuto quanto detto negli ultimi giorni: «Non si esclude di richiudere» se i parametri - soprattutto nelle zone a sorveglianza rafforzata, come Parigi e l'Ile-de-France - dovessero peggiorare.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative