Abbatte il locale a mazzate «Non posso andare avanti»
di Mauro Tedde
Ploaghe, un 57enne ha distrutto la sua pizzeria e ha diffuso il video sul web «Costi di gestione impossibili da sostenere dopo due mesi di chiusura forzata»
2 MINUTI DI LETTURA
PLOAGHE. Come tutti gli esercenti si era adeguato alle circostanze: ha pazientato, ha incassato il colpo delle perdite subite in questi mesi, ha pensato ad una possibile riapertura con gli adeguamenti previsti dalle nuove norme, ha rimuginato su quello che sarebbe potuto essere il suo lavoro e alla fine non ce l’ha fatta più. Ha imbracciato un grossa mazza e ha distrutto tutto.
Gian Mario Fenu, titolare del bar pizzeria Fanatic Pub di Ploaghe ha concluso in questo modo la sua attività, facendosi filmare mentre assestava colpi di mazza al bancone e condividendo il video sui social. Il video, ovviamente, ha fatto il giro del web. Il 57enne, conosciutissimo a Ploaghe e nel circondario come Ciondolo perché pratica da decenni il parapendio e spesso lo si vede “ciondolare” sulle colline attorno al paese assicurato al suo paracadute, ha scelto una protesta eclatante per contestare la chiusura e la mancata riapertura dei bar e delle attività commerciali, molte delle quali ormai letteralmente in ginocchio a causa dall’emergenza sanitaria.
«Grazie Covid-19», annuncia all’inizio del video, poi inizia a distruggere il locale. Nei giorni scorsi il commerciante aveva iniziato a svendere, sempre sul web e a prezzi di occasione, gli arredi e le attrezzature del pub pizzeria del corso principale del paese. Una scelta dettata, forse, dal tentativo di rientrare dalle spese accumulate in questi mesi di inattività. Poi il gesto clamoroso immortalato da un video che è stato immediatamente visualizzato da migliaia di utenti, con centinaia di condivisioni e di messaggi di solidarietà. Eppure le sue pizze erano molto apprezzate e “Ciondolo” aveva partecipato con grande successo a diversi campionati nazionali e mondiali. «Faccio questo lavoro da quando ero un bambino e in 50 anni è stata una guerra continua ma me la sono sempre cavata – racconta Gian Marco Fenu –. Questa volta però ho dovuto arrendermi perché la situazione era già complicata, la concorrenza era incalzante e stava diventando una guerra fra poveri. Il mio locale tenuto chiuso costa comunque sino a 3mila euro al mese e senza introiti non si può più gestire ne assumere il personale. Avrei dovuto riaprire in primavera per provare a rilanciare al meglio il locale ma l’emergenza sanitaria mi ha dato la mazzata finale. Voglio però chiarire che io non ce l’ho con nessuno, né con il Comune né con il governo Conte – precisa il 57enne –. Me la posso prendere solo con la situazione, che ormai è divenuta insostenibile, e ovviamente con il coronavirus».
Per sua fortuna “Ciondolo” gestisce anche un’altra attività in una piazza del paese, il “Caffè San Pietro”, che ovviamente spera di poter riaprire al più presto.
Gian Mario Fenu, titolare del bar pizzeria Fanatic Pub di Ploaghe ha concluso in questo modo la sua attività, facendosi filmare mentre assestava colpi di mazza al bancone e condividendo il video sui social. Il video, ovviamente, ha fatto il giro del web. Il 57enne, conosciutissimo a Ploaghe e nel circondario come Ciondolo perché pratica da decenni il parapendio e spesso lo si vede “ciondolare” sulle colline attorno al paese assicurato al suo paracadute, ha scelto una protesta eclatante per contestare la chiusura e la mancata riapertura dei bar e delle attività commerciali, molte delle quali ormai letteralmente in ginocchio a causa dall’emergenza sanitaria.
«Grazie Covid-19», annuncia all’inizio del video, poi inizia a distruggere il locale. Nei giorni scorsi il commerciante aveva iniziato a svendere, sempre sul web e a prezzi di occasione, gli arredi e le attrezzature del pub pizzeria del corso principale del paese. Una scelta dettata, forse, dal tentativo di rientrare dalle spese accumulate in questi mesi di inattività. Poi il gesto clamoroso immortalato da un video che è stato immediatamente visualizzato da migliaia di utenti, con centinaia di condivisioni e di messaggi di solidarietà. Eppure le sue pizze erano molto apprezzate e “Ciondolo” aveva partecipato con grande successo a diversi campionati nazionali e mondiali. «Faccio questo lavoro da quando ero un bambino e in 50 anni è stata una guerra continua ma me la sono sempre cavata – racconta Gian Marco Fenu –. Questa volta però ho dovuto arrendermi perché la situazione era già complicata, la concorrenza era incalzante e stava diventando una guerra fra poveri. Il mio locale tenuto chiuso costa comunque sino a 3mila euro al mese e senza introiti non si può più gestire ne assumere il personale. Avrei dovuto riaprire in primavera per provare a rilanciare al meglio il locale ma l’emergenza sanitaria mi ha dato la mazzata finale. Voglio però chiarire che io non ce l’ho con nessuno, né con il Comune né con il governo Conte – precisa il 57enne –. Me la posso prendere solo con la situazione, che ormai è divenuta insostenibile, e ovviamente con il coronavirus».
Per sua fortuna “Ciondolo” gestisce anche un’altra attività in una piazza del paese, il “Caffè San Pietro”, che ovviamente spera di poter riaprire al più presto.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
