La Nuova Sardegna

Cig e cassa in deroga gli ultimi nodi

Cig e cassa in deroga gli ultimi nodi

Servono ancora approfondimenti per varare il provvedimento da 55 miliardi 

2 MINUTI DI LETTURA





[FIRMA&LUOGO]di Silvia Gasparetto

<MC>ROMA

[TESTO]Ammortizzatori che arrivano in ritardo e per cui, forse, non bastano i fondi. Sono Cig e cassa in deroga alcuni degli ultimi nodi tecnici che il governo deve sciogliere prima del varo del decreto Rilancio, la maxi manovra da 55 miliardi attesa oramai da settimane. E mentre ministri e Regioni cercano una soluzione per semplificare e accelerare i meccanismi della Cig in deroga, studiando una norma all'ultimo minuto utile, Pasquale Tridico difende il lavoro dell'Inps, ricordando che l'istituto ha erogato sussidi per 11,5 milioni di italiani in un mese e che c'è una burocrazia «sana» a cui non si può rinunciare proprio a difesa dei cittadini. Il decreto avrà bisogno ancora di altri approfondimenti per essere chiuso: nella riunione fiume dei tecnici nel pre-consiglio dei ministri gli aiuti al turismo - una serie di misure dal bonus per le vacanze agli aiuti a fondo perduto fino all'esenzione dalla tassa per l'occupazione del suolo pubblico - sarebbero stati più o meno definiti. Ma molte delle oltre 400 pagine del provvedimento restano ancora da vagliare. Uno dei capitoli che ha impegnato di più tecnici e Ragioneria nei calcoli delle risorse è stato quello degli ammortizzatori. A disposizione, ha detto il ministro del Lavoro Nunzia Catalfo, ci sarebbero 16 miliardi che però potrebbero servire non solo a finanziare le nuove settimane di cassa Covid ma anche le domande rimaste inevase al'Inps negli ultimi giorni. Tra le ipotesi sul tavolo per far quadrare i conti anche quella di ridurre a 3 o a 5 le nuove settimane che le imprese potranno richiedere da qui all'autunno (e spalmate parte fino ad agosto e parte tra settembre e ottobre). Ma l'altro grosso problema da risolvere è quello dei tempi: già sono previste norme per accelerare la cassa ordinaria e l'integrazione del Fis, con gli accrediti che arriverebbero al massimo entro la metà del mese successivo alla richiesta. Resta il nodo della Cig in deroga, che passa anche dalle Regioni. I governatori, ribadendo di non avere responsabilità per i ritardi, si sono detti pronti al tavolo con il governo a vedere e dare l'ok a ore alle norme che il ministro del Lavoro Nunzia Catalfo starebbe preparando per semplificare e accelerare il meccanismo. Ora, avrebbe sottolineato il ministro Francesco Boccia, ci vogliono dai 3 ai 5 mesi, tempi non compatibili con l'emergenza, assicurando che «con la collaborazione istituzionale» una soluzione si trova.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il provvedimento

Abusi edilizi e scarichi irregolari: chiuso il ristorante “Sapore di mare”, ex Chicca Piperita

di Argentino Tellini
Le nostre iniziative