La Nuova Sardegna

Le linee guida per le regioni Palestre: porte aperte dal 25

di Matteo Guidelli

Il Governo ha inviato le indicazioni per gestire il secondo step della Fase 2 Da lunedì addio all’autocertificazione, slittano ancora gli spostamenti più lunghi

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ROMA. Le linee guida del governo per la Fase 2 sono pronte e sono state inviate ufficialmente alle Regioni: dal 18 maggio, seguendo le regole degli esperti del Comitato tecnico scientifico, potranno far ripartire le attività valutando autonomamente quali riaprire subito e quali invece devono ancora attendere, come i centri sportivi e le palestre per i quali si ipotizza il 25. «Si tratta di indicazioni che il governo dà per una tutela rigorosa ed esclusiva sul lavoro», dice il ministro delle Autonomie Francesco Boccia in Parlamento ribadendo però la necessità di muoversi con la massima cautela: l'Italia «è un malato in condizioni migliori di prima. Ma è pur sempre un malato». Lunedì ci sarà dunque il primo banco di prova per il secondo step della Fase 2, anche se le difficoltà già si intravedono: i documenti tecnici riguardanti negozi, bar, ristoranti, spiagge, estetisti e parrucchieri fissano paletti molto stringenti. Questi ultimi, ad esempio, potranno essere aperti anche domenica e lunedì, dovranno allestire degli spazi all'aperto per far attendere i clienti e distanziare le postazioni di due metri. Non sarà possibile neanche leggere una rivista e lo shampoo sarà obbligatorio, così come mascherine, guanti e visiere per i lavoratori e mascherine per i clienti. Tutte norme che, come quelle per bar e ristoranti, hanno già suscitato le reazioni delle associazioni di categoria che le hanno bollato come «irricevibili» e «del tutto inapplicabili». Molti hanno già detto che a queste condizioni non potranno riaprire, perché soprattutto per chi ha locali piccoli sarà impossibile far rispettare il distanziamento sociale senza andare in perdita. Boccia ribadisce però che proprio quelle regole sono l'unica alternativa al lockdown. «Dobbiamo abituarci all'idea che nella seconda fase, ripartendo il lavoro, il rischio» di nuovi contagi si sposterà «nei luoghi di lavoro. E noi dobbiamo evitarlo con tutte le forze». Una prima risposta su quanto è ancora malata l'Italia arriverà nelle prossime ore con i dati sull'andamento della curva epidemica monitorati dall'allentamento delle misure il 4 maggio. Il bollettino quotidiano della Protezione Civile indica un leggero aumento dell'incremento delle vittime (195 in 24 ore mentre martedì erano 172) ma per la prima volta dall'inizio dell'emergenza il totale dei dimessi e dei guariti (112.541) supera il 50% dei casi totali, che sono 222.104. Lunedì 25 potrebbe essere la giornata buona per un altro settore ancora fermo: centri sportivi e palestre. «Le riapriremo al massimo entro il 25 maggio, se possibile anche prima. Deve partire lo sport di base, tutti quei centri che sono una grande risorsa nelle città italiane», ha annunciato il ministro dello Sport Spadafora. L'Unione Italiana Sport ribadisce che sul tema della sicurezza «continuano a mancare la chiarezza necessaria per subordinare i comportamenti dei vari soggetti sportivi alla riapertura». L'altro cambiamento in arrivo da lunedì è l'addio più che probabile all'autocertificazione, poiché con le riaperture di buona parte delle attività non sarà più necessario giustificare gli spostamenti. Prima di giugno, hanno ribadito sia Boccia sia il viceministro alla Salute Sileri, non ci sarà mobilità tra le regioni: «La valutazione sarà fatta dal 18 ed entro fine maggio ci consentirà di fare valutazioni definitive». Potrebbero esserci aree del paese dove gli spostamenti saranno vietati e altre dove si circolerà liberamente. Ed è questo il prossimo terreno di confronto e scontro con le regioni.

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