La Nuova Sardegna

Mascherine contraffatte, tre denunce

di Luciano Onnis
Mascherine contraffatte, tre denunce

Fabbricate in Cina, la denuncia alla Postale partita da una farmacista di Cagliari

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CAGLIARI . Un commercio di mascherine Ffp2 importate dalla Cina non conformi alla normativa è stato smascherato dagli uomini del Compartimento di Cagliari della polizia postale nell’ambito dell’operazione “Mask”, relativa all’importazione in Italia di Dpi. Delle circa 40mila mascherine arrivate in Italia, ne sono state rintracciate e sequestrate oltre 4mila: 1.800 nella farmacia di Cagliari e 1.600 a un grossista di Sassari, altre 700 in un deposito di Brescia.

Ad organizzare l’import dei Dpi sarebbero stati il titolare di una ditta bresciana che ha fatto arrivare le mascherine dalla Cina, e i titolari delle due ditte di distribuzione, uno sempre a Brescia e uno a Salerno. Sono stati denunciati per frode nell'esercizio del commercio e falsità materiale commessa dal privato nelle certificazioni. Le indagini della Polpost di Cagliari, coordinate dal dirigente del Compartimento Francesco Greco, sono partite a seguito della segnalazione di una nota farmacia di Cagliari che aveva ricevuto una partita di Ffp2 acquistate attraverso un agente di commercio di Salerno. Il farmacista, controllandole, si era accorto di alcune irregolarità. In particolare il marchio CE non era conforme. Ha subito segnalato i suoi dubbi alla polizia postale che ha avviato gli accertamenti. Le verifiche hanno così permesso di scoprire che le mascherine erano state fabbricate in Cina ed importate in Italia da una società di Brescia. Erano falsi sia il certificato sia la dichiarazione attestante la conformità alla normativa italiana: solo apparentemente erano stati emessi da una società della provincia di Mantova che contattata dagli investigatori ha confermato di non aver mai certificato mascherine. Sono quindi scattate le perquisizioni con il sequestro di oltre 4mila mascherine delle 40mila arrivate in Italia. Gli agenti della polizia postale del Compartimento Sardegna, in collaborazione con i colleghi di Salerno e Brescia, hanno eseguito numerose perquisizioni recuperando solo una parte dei dispositivi della partita arrivata dalla Cina. Sequestrata anche tutta la documentazione che ha consentito di ricostruire l'iter commerciale ed individuare le due aziende cinesi che avrebbero prodotto la falsa certificazione. Proprio l'azienda di Brescia sta procedendo a rintracciare sul territorio nazionale eventuali altri Dpi non ancora messi in vendita, avendone chiesto il ritiro dal commercio e la restituzione. Le mascherine, da quanto si apprende, venivano acquistate dai farmacisti a 4,50 centesimi l'una più Iva.

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