Ottimismo a Cabras: limitiamo gli accessi sin dai parcheggi
di Claudio Zoccheddu
CABRAS. Più di trenta chilometri di costa occupati perlopiù da spiagge. E nemmeno uno stabilimento balneare. Cabras è un esempio più unico che raro nel panorama turistico isolano e il paradiso degli...
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CABRAS. Più di trenta chilometri di costa occupati perlopiù da spiagge. E nemmeno uno stabilimento balneare. Cabras è un esempio più unico che raro nel panorama turistico isolano e il paradiso degli amanti della natura, e dei turisti low cost, potrebbe presto indossare una nuova veste, cucita a misura sull’emergenza sanitaria. Se le linee guida diffuse dall’Istituto superiore della sanità (Iss) e dall’Inail dovessero tradursi nel nuovo codice di gestione delle spiagge libere, Cabras partirebbe da una posizione privilegiata. Immaginare di “mappare e tracciare il perimetro di ogni allestimento”, che per Inail e Iss significa la combinazione ombrellone-teli da mare, non sarebbe impossibile nelle lunghissime spiagge bianche che vanno da San Giovanni di Sinis a Mari Ermi, passando per la perla Is Aruttas. Sarebbe complicato, costoso, avrebbe bisogno di un periodo si sperimentazione ma, tutto sommato, si potrebbe fare. Ne è convinto il sindaco, Andrea Abis: «Da alcune settimane ragioniamo su un sistema che possa permettere la fruizione delle spiagge anche durante questo periodo particolare. Abbiamo mappato i nostri arenili e ottenuto un numero di presenze “sostenibile”. Non sto parlando di numero chiuso – precisa il sindaco – ma di una fruizione che deve essere limitata perché è chiaramente impensabile che si possano concentrare 5 o 6 mila persone nella sola spiaggia di Is Aruttas». Il fulcro del ragionamento sono i parcheggi: «Che saranno a pagamento e il cui numero verrà stabilito in base alla sostenibilità della spiaggia, in modo da contingentare l’accesso sin dal principio. Lo possiamo fare – aggiunge Abis – perché le nostre sono tutte spiagge libere che hanno alle spalle un territorio non infrastrutturato». I campi del Sinis, quindi, all’improvviso potrebbero smettere i panni del sogno turistico infranto e trasformasi nella carta vincente da giocare sul tavolo di una stagione che nasce sotto una spessa coltre di incertezza. Restano alcune incertezze, come la gestione dei parcheggi in caso di overbooking: «In questo senso la tecnologia potrebbe aiutarci – prosegue il sindaco –. Ad esempio con un’applicazione che possa indicare il livello di riempimento del parcheggio, in modo da evitare situazioni spiacevoli e bagnanti insoddisfatti dal fatto di non aver trovato posto in spiagge. Sarà complicato e costoso ma ci stiamo ragionando. Per questo auspichiamo una forte componente di volontari nel servizio di sorveglianza di quelle chiamiamo “sentinelle del Sinis” e che in questi mesi potrebbero garantire necessario il controllo sulle spiagge». Nessuna possibilità, invece, per i recinti indicati da Inail e Iss: «Non possiamo pensare di riempire le nostre spiagge di plastica, alla prima mareggiata sarebbe un disastro». Per questo, secondo Abis, le linee guide dovranno essere mitigate dall’intervento della politica: «Sono pareri tecnici che possono essere presi come spunti. Le norme dovranno essere più elastiche e soprattutto dovranno essere modulate in funzione dell’andamento dell’epidemia. Noi proveremo a garantire la sicurezza e contiamo di essere pronti per l’inizio di luglio, pur sapendo che non sarà per nulla facile».
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