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Sorso: fantascienza chi ha scritto il testo è un extraterrestre

di Luigi Soriga
Sorso: fantascienza chi ha scritto il testo è un extraterrestre

wSASSARI. Otto vigili urbani, compreso il comandante, per tredici chilometri di litorale libero, dalla Rotonda di Platamona a Marritza, da pattugliare ogni giorno. Le forze che il Comune di Sorso è...

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wSASSARI. Otto vigili urbani, compreso il comandante, per tredici chilometri di litorale libero, dalla Rotonda di Platamona a Marritza, da pattugliare ogni giorno. Le forze che il Comune di Sorso è in grado di schierare in questa fase due sono più o meno queste. E il sindaco, sulla prospettiva di una balneazione regolamentata e sicura, non è per niente ottimista. «Chi ha scritto queste linee guida a me sembra un extraterrestre – dice Fabrizio Demelas – perché solo uno che ha perso il contatto con la realtà può chiedere a un’amministrazione di vigilare sul rispetto di regole tanto rigide quanto inapplicabili. E Sorso è in ottima compagnia, perché ogni sindaco, in maniera particolare in Sardegna, proverà la mia stessa sensazione di incredulità». I conti sono presto fatti: «Nell’isola abbiamo 600 chilometri di spiagge, delle quali l’ottanta per cento è a libera fruizione. Quindi parliamo di 480 chilometri di litorale senza stabilimenti, dove chi li frequenta non è mai stato soggetto ad alcun paletto. E ora i sindaci dovrebbero mappare, delimitare, nastrare, censire, controllare il distanziamento sociale, evitare assembramenti nella battigia, gestire le prenotazioni con le app, sorvegliare i parcheggi. Con otto vigili urbani. Secondo me stiamo parlando di mera fantascienza, di uno scenario che ci proietta in un mondo surreale, distante anni luce da ciò che la realtà ci consente. Io sono convinto che per organizzare un sistema di gestione efficiente e sicuro delle spiagge, non solo non sia sufficiente un mese, ma forse non basti un anno intero. E non può essere certo un sindaco a farsene carico».

E ancora: «Forse all’Inail non hanno bene la percezione dello stato di difficoltà in cui si trovano i Comuni. L’emergenza virus ha prosciugato ogni risorsa, a stento riusciamo a erogare i servizi essenziale, e la fase più critica deve ancora arrivare, soprattutto con le ripercussioni sociali della crisi. Ecco, invece di tendere la mano agli enti locali, l’idea brillante è quella di rovesciare ulteriormente responsabilità e costi sui livelli decisionali più bassi. Perciò al momento io non posso far altro che alzare le mani, perché non posseggo né mezzi e né uomini sufficienti. E non mi vengano a dire che posso avvalermi del supporto delle associazioni e del volontariato, perché gratis non si può chiedere di lavorare a nessuno».

Secondo Demelas, visto che l’applicazione di regole ferree nel far west delle spiagge libere sarebbe pura utopia, l’unica via d’uscita è essere pragmatici e usare il buon senso: «Una possibile soluzione potrebbe essere quella di provare a spalmare i fruitori delle spiagge lungo tutto il litorale, consentendo per esempio il parcheggio sul bordo della litoranea di Platamona. In questo modo si eviterebbe che i flussi si concentrino nelle otto discese a mare, con i pochi stalli disponibili, e non si creino pericolosi assembramenti».

È una sorta di assist, quindi, alla proposta lanciata un mese fa dal Comune di Sorso, che prevede il declassamento della litoranea e la sua trasformazione da doppio senso a senso unico, in modo da ritagliare una striscia da dedicare a parcheggio. L’idea aveva destato molte perplessità negli altri comuni, ma le linee guida per l’utilizzo sicuro delle spiagge potrebbero spianare la strada alla rivoluzione.

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