Varato il decreto da 55 miliardi Conte: «Rimette in moto l’Italia»
Il Consiglio dei ministri trova l’intesa: 25 miliardi per il lavoro, nuovo bonus previsto per gli autonomi Il ministro dell’Economia Gualtieri: «Gettate le basi per la ripartenza». E la Bellanova si commuove
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[FIRMA&LUOGO]di Serenella Mattera e
Michele Esposito
<MC>ROMA
[TESTO]Arriva la maxi manovra da 55 miliardi per il «Rilancio» dell'economia. E anche una tregua nella maggioranza, dopo giorni di tensioni e liti. «Il Paese era in attesa e ogni ora di lavoro pesava ma abbiamo impiegato il tempo necessario», dice il premier Giuseppe Conte dopo il via libera in Consiglio dei ministri, sottolineando che il decreto equivale a due manovre di bilancio. E diventa la «premessa per concretizzare la ripresa». Ai cittadini promette che i pagamenti arriveranno in maniera più rapida. Alle forze politiche lancia un messaggio: «Spero che maggioranza e opposizione possano migliorare il testo in Parlamento. C'è un Paese in grande difficoltà, è la manovra per fronteggiare questa fase che contiene delle premesse perché questa fase di ripartenza possa concretizzare una prospettiva di ripresa economica e sociale». «Gettiamo le basi per la ripresa», afferma il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri. Nel decreto ci sono 25,6 miliardi per i lavoratori, con la proroga di nove settimane della cassa integrazione e il bonus da 600 euro agli autonomi che arriverà in modo automatico ma potrà salire fino a 1000 euro: «Recupereremo il tempo perduto» con i ritardi registrati finora nelle erogazioni. Per le imprese ci sono 15-16 miliardi, con lo stop all'Irap di giugno che è, sottolinea il premier, un «taglio di tasse da 4 miliardi», anche se Leu critica il fatto che valga anche per chi non ha avuto danni dal Coronavirus. Arrivano 3,25 miliardi per la sanità. Ci sono il reddito di Emergenza e anche la regolarizzazione dei migranti. Uno dei punti più critici del provvedimento e che ha «commosso» la ministra delle Politche agricole, Teresa Bellanova: «E’ un punto per me fondamentale, l'emersione dei rapporti di lavoro. Da oggi gli invisibili saranno meno invisibili. Da oggi possiamo dire che lo Stato è più forte del caporalato", ha rimarcato.
Tra le altre misure del provvedimento, ci sono 1,4 miliardi per ricerca e università con l'assunzione di 4000 ricercatori. Restano mal di pancia in maggioranza e scetticismo nell'opposizione, che prenderanno la forma di emendamenti in Parlamento. Ma all'ultimo miglio si risolvono i problemi di coperture che avevano tenuto banco, costringendo a limare le misure, limitare le platee. Sono passate le 18, dopo giornate di lavoro, quando inizia il Consiglio dei ministri. Tre ore dopo il decreto da oltre 250 articoli è approvato. È un passo per evitare un avvitamento della crisi economica, il decreto Rilancio. «Servirà un altro decreto da 20 miliardi», già dice la viceministra M5s Laura Castelli. «Questo è un cerotto, adesso servono misure per un rilancio vero», osserva da Iv Ettore Rosato. Il prossimo intervento sarà un decreto «per la Rinascita» del Paese, con semplificazioni, sblocco dei cantieri, investimenti. A impensierire, in vista di una seconda metà dell'anno che si annuncia tutt'altro che facile, è anche la questione delle risorse per le nuove misure a sostegno di famiglie e imprese. Ecco perché il premier spinge sull'Europa, sul recovery fund. Per gli ammortizzatori sociali l'Italia potrà usare il programma Sure e per la sanità si porrà il tema se aderire al Mes. C'è l'intesa sulla regolarizzazione dei migranti e l'emersione del nero di chi lavora come bracciante, colf o badante. La manovra stanzia 55 miliardi e, secondo il ministero dell'Economia, mobilita 130 miliardi di liquidità. È assai corposo il pacchetto Turismo, con 2,4 miliardi solo per il tax credit vacanza, le risorse a fondo perduto per agenzie di viaggi, l'esenzione Imu per alberghi, lo stop alla tassa sui tavolini all'aperto.
Michele Esposito
<MC>ROMA
[TESTO]Arriva la maxi manovra da 55 miliardi per il «Rilancio» dell'economia. E anche una tregua nella maggioranza, dopo giorni di tensioni e liti. «Il Paese era in attesa e ogni ora di lavoro pesava ma abbiamo impiegato il tempo necessario», dice il premier Giuseppe Conte dopo il via libera in Consiglio dei ministri, sottolineando che il decreto equivale a due manovre di bilancio. E diventa la «premessa per concretizzare la ripresa». Ai cittadini promette che i pagamenti arriveranno in maniera più rapida. Alle forze politiche lancia un messaggio: «Spero che maggioranza e opposizione possano migliorare il testo in Parlamento. C'è un Paese in grande difficoltà, è la manovra per fronteggiare questa fase che contiene delle premesse perché questa fase di ripartenza possa concretizzare una prospettiva di ripresa economica e sociale». «Gettiamo le basi per la ripresa», afferma il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri. Nel decreto ci sono 25,6 miliardi per i lavoratori, con la proroga di nove settimane della cassa integrazione e il bonus da 600 euro agli autonomi che arriverà in modo automatico ma potrà salire fino a 1000 euro: «Recupereremo il tempo perduto» con i ritardi registrati finora nelle erogazioni. Per le imprese ci sono 15-16 miliardi, con lo stop all'Irap di giugno che è, sottolinea il premier, un «taglio di tasse da 4 miliardi», anche se Leu critica il fatto che valga anche per chi non ha avuto danni dal Coronavirus. Arrivano 3,25 miliardi per la sanità. Ci sono il reddito di Emergenza e anche la regolarizzazione dei migranti. Uno dei punti più critici del provvedimento e che ha «commosso» la ministra delle Politche agricole, Teresa Bellanova: «E’ un punto per me fondamentale, l'emersione dei rapporti di lavoro. Da oggi gli invisibili saranno meno invisibili. Da oggi possiamo dire che lo Stato è più forte del caporalato", ha rimarcato.
Tra le altre misure del provvedimento, ci sono 1,4 miliardi per ricerca e università con l'assunzione di 4000 ricercatori. Restano mal di pancia in maggioranza e scetticismo nell'opposizione, che prenderanno la forma di emendamenti in Parlamento. Ma all'ultimo miglio si risolvono i problemi di coperture che avevano tenuto banco, costringendo a limare le misure, limitare le platee. Sono passate le 18, dopo giornate di lavoro, quando inizia il Consiglio dei ministri. Tre ore dopo il decreto da oltre 250 articoli è approvato. È un passo per evitare un avvitamento della crisi economica, il decreto Rilancio. «Servirà un altro decreto da 20 miliardi», già dice la viceministra M5s Laura Castelli. «Questo è un cerotto, adesso servono misure per un rilancio vero», osserva da Iv Ettore Rosato. Il prossimo intervento sarà un decreto «per la Rinascita» del Paese, con semplificazioni, sblocco dei cantieri, investimenti. A impensierire, in vista di una seconda metà dell'anno che si annuncia tutt'altro che facile, è anche la questione delle risorse per le nuove misure a sostegno di famiglie e imprese. Ecco perché il premier spinge sull'Europa, sul recovery fund. Per gli ammortizzatori sociali l'Italia potrà usare il programma Sure e per la sanità si porrà il tema se aderire al Mes. C'è l'intesa sulla regolarizzazione dei migranti e l'emersione del nero di chi lavora come bracciante, colf o badante. La manovra stanzia 55 miliardi e, secondo il ministero dell'Economia, mobilita 130 miliardi di liquidità. È assai corposo il pacchetto Turismo, con 2,4 miliardi solo per il tax credit vacanza, le risorse a fondo perduto per agenzie di viaggi, l'esenzione Imu per alberghi, lo stop alla tassa sui tavolini all'aperto.
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