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Bloccato lontano dall’isola: «Se rientro perdo il posto»
SARDARA. La sua è una storia di ordinaria incertezza, di quelle che spesso hanno capolino dalle cronache in un momento in cui gli spostamenti sono materia da avvocati più che da viaggiatori. Eppure...
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SARDARA. La sua è una storia di ordinaria incertezza, di quelle che spesso hanno capolino dalle cronache in un momento in cui gli spostamenti sono materia da avvocati più che da viaggiatori. Eppure il 52 Franco Usai non ha alcuna intenzione di arrendersi e per questo motivo ha lanciato un appello al presidente della Regione, Christian Solinas, e al sindaco di Sardara, Roberto Montisci, affinché lo autorizzino a rientrare in Sardegna senza essere costretto a rimanere bloccato a causa della quarantena. Uno stop che potrebbe costargli il posto di lavoro. L’uomo, infatti, è un autotrasportatore impiegato in una ditta di Livorno e da cinque mesi non rientra a casa. Quando ha saputo dell'intenzione della Regione di riaprire porti e aeroporti a giugno, con un video caricato sul suo profilo social ha chiesto di poter rientrare a casa, almeno per due giorni per riabbracciare i figli e la moglie e per mangiare un piatto caldo. «Vorei capire se sarò costretto ad aspettare i turisti per poter rientrare a casa – dice l'autotrasportatore –. Gli altri colleghi che si occupano solo del trasportato possono entrare in Sardegna, caricano e si fermano per due giorni, e poi ripartono. Io invece devo rimanere bloccato per la quarantena». L'autotrasportatore è supportato anche dal presidente dall'Associazione “Progetto Sardara”, Angelo Mascia. «Gli è consentito tornare a casa, ma sarebbe obbligato alla quarantena per due settimane e per questa lunga assenza dal lavoro rischierebbe il licenziamento – spiega Mascia –. Da due mesi Franco non mangia un pasto caldo, perché in autostrada è tutto chiuso, rivedere la moglie e i figli gli è indispensabile per trovare la carica giusta per superare questo difficile momento. Usai è disponibile a sottoporsi al tampone al momento dell'imbarco per la Sardegna o al momento dello sbarco. Non possiamo che esprimere la vicinanza al nostro concittadino e confidiamo nell’autorizzazione del Presidente della Regione».
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