CASO ROMANO»ANCORA POLEMICHE
MILANO. «Vi chiedo di non arrabbiarvi per difendermi». Lo scrive su Facebook, la cooperante milanese Silvia Romano. «Sono felice - prosegue - perché ho ritrovato i miei cari ancora in piedi, grazie...
2 MINUTI DI LETTURA
MILANO. «Vi chiedo di non arrabbiarvi per difendermi». Lo scrive su Facebook, la cooperante milanese Silvia Romano. «Sono felice - prosegue - perché ho ritrovato i miei cari ancora in piedi, grazie a Dio, nonostante il loro grande dolore. Perché ho ritrovato voi, tutti voi, pronti ad abbracciarmi. Io ho sempre seguito il cuore e quello non tradirà mai», ha concluso.
Nel post, la giovane ha voluto dire «grazie, grazie, grazie» a «tutti gli amici e le amiche che mi sono stati vicini con il cuore in questo lungo tempo». E ha ringraziato anche «chi non era un amico, ma un conoscente o uno sconosciuto e mi ha dedicato un pensiero. A tutti coloro che hanno supportato i miei genitori e mia sorella in modo così speciale e inaspettato: scoprire quanto affetto gli avete dimostrato per me è stato ed è solo motivo di gioia, sono stati forti anche grazie a voi e io sono immensamente grata per questo».
Intanto continuano ad arrivare minacce e insulti via social. Silvia è al centro di una campagna di odio montata dopo in suo rientro in Italia per via della sua conversione all'Islam e per il presunto riscatto pagato. Da quanto si è saputo, è la stessa giovane a indicare, inviando anche gli screenshot dei messaggi minatori e degli insulti, agli inquirenti e investigatori milanesi che indagano per minacce aggravate. Per fortuna continuano anche gli atteststi di stima e solidarietà con mazzi rose rosse, gigli, margherite colorate depositati da tanti milanesi davanti al portone del palazzo di via Casoretto, a Milano, dove vive l’ex sequestrata.
Nel post, la giovane ha voluto dire «grazie, grazie, grazie» a «tutti gli amici e le amiche che mi sono stati vicini con il cuore in questo lungo tempo». E ha ringraziato anche «chi non era un amico, ma un conoscente o uno sconosciuto e mi ha dedicato un pensiero. A tutti coloro che hanno supportato i miei genitori e mia sorella in modo così speciale e inaspettato: scoprire quanto affetto gli avete dimostrato per me è stato ed è solo motivo di gioia, sono stati forti anche grazie a voi e io sono immensamente grata per questo».
Intanto continuano ad arrivare minacce e insulti via social. Silvia è al centro di una campagna di odio montata dopo in suo rientro in Italia per via della sua conversione all'Islam e per il presunto riscatto pagato. Da quanto si è saputo, è la stessa giovane a indicare, inviando anche gli screenshot dei messaggi minatori e degli insulti, agli inquirenti e investigatori milanesi che indagano per minacce aggravate. Per fortuna continuano anche gli atteststi di stima e solidarietà con mazzi rose rosse, gigli, margherite colorate depositati da tanti milanesi davanti al portone del palazzo di via Casoretto, a Milano, dove vive l’ex sequestrata.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
