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Le imprese sollecitano un’iniezione di liquidità

Le imprese sollecitano un’iniezione di liquidità

Appello delle associazioni alla commissione Attività produttive del consiglio regionale

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CAGLIARI. Interventi straordinari, rapidi, calibrati e zero burocrazia. Il mondo delle imprese continua a sollecitare questo pacchetto d’urto alla Regione, perché «altrimenti sarà impossibile rialzarsi dopo l’emergenza e resistere nei prossimi mesi». Sono state solo di questo tenore le dichiarazioni delle associazioni nell’aula della commissione attività produttive del Consiglio regionale, dov’erano state convocate per fare il punto su quanto è stato fatto e c’è ancora da fare. Secondo il presidente di Confindustria, Maurizio De Pascale, «La via più rapida per immettere liquidità nel mercato è il ricorso al credito d’imposta, perché i prestiti garantiti rischiano di trasformarsi in un boomerang. Il credito d’imposta, invece, sarebbe immediatamente disponibile e consentirebbe alle imprese di respirare. Siamo in una situazione eccezionale, servono misure eccezionali come nel dopoguerra. Occorre però semplificare le procedure e rendere immediatamente disponibili le risorse». Sulla stessa linea Enrico Gaia (Confapi) e Roberto Bolognese (Confesercenti). Il primo ha messo sotto accusa soprattutto la burocrazia: «Gli interventi eccezionali non possono finire imprigionati nel labirinto delle norme. Perdono quell’immediatezza di cui oggi tutte le imprese hanno bisogno e diventano inefficaci». Bolognese ha denunciato: «Senza un soccorso in tempi rapidi da parte dello Stato e della Regione, il 42 per cento delle imprese sarde legate al turismo rischia di non riaprire». Un intervento pubblico immediato è stato sollecitato anche da Sara Pintus, direttore di Confcommercio: «Occorre evitare alle piccole imprese di fare debito – ha detto – meglio pensare a interventi a fondo perduto come ha fatto la Provincia autonoma di Bolzano». Sulla diversificazione delle misure di sostegno alle imprese ha concentrato l’intervento il presidente di Unioncamere Gavino Sini. «Serve un cocktail di farmaci per risanare il grande malato – ha detto – L’economia ha bisogno di interventi rapidi ed efficaci. Il fondo perduto potrebbe andar bene per le piccole e micro imprese. Diverso è il discorso per le imprese medio-grandi: in questo caso il prestito a interesse agevolato sarebbe invece fondamentale. Ma non è l’unica soluzione: vedrei bene anche l’emissione di mini bond per le grandi imprese turistiche. Un’altra via è quella della moneta complementare. In Sardegna c’è un circuito già sperimentato che potrebbe aiutare a lasciare i soldi nel territorio» La commissione ha ascoltato anche il grido d’allarme delle imprese dello spettacolo. «Tutti gli eventi primaverili ed estivi sono stati sospesi o annullati – ha detto il responsabile del coordinamento Marco Benoni – difficilmente torneremo a lavorare nel 2020. C’è bisogno di un intervento urgente a sostegno degli organizzatori degli eventi e dei lavoratori. In Sardegna sono mille gli attori e i danzatori professionisti che, in questi mesi, si sono dovuti fermare e non sanno neanche quando potranno ripartire. Non possono essere lasciati soli».

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