La Nuova Sardegna

Riaprono gli aeroporti soddisfatti gli albergatori

di Alessandro Pirina
Riaprono gli aeroporti soddisfatti gli albergatori

Il presidente Manca: «Con queste date possiamo salvare in parte la stagione Ma ora servono risposte certe su quarantena, tamponi e protocolli sanitari»

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SASSARI. L’isola prova a ricollegarsi con l’esterno. Il calendario stilato dalla Regione prevede che entro il 25 giugno i trasporti aerei e marittimi siano tutti operativi. Si parte il 18 maggio con l’apertura di Olbia e Alghero ai voli privati, mentre il 1 giugno saranno garantiti i voli in continuità territoriale, e dunque da e per Roma e Milano. Entro la stessa data anche la navi riprenderanno a fare la spola tra l’isola e la penisola. Dal 15 giugno sarà il turno di tutti gli altri voli nazionali, mentre il 25 gli scali sardi si riapriranno a quelli internazionali. Un calendario che - sempre che ottenga l’autorizzazione del ministero - trova i favori del settore turistico, perché in questo modo potrà decollare la mini stagione 2020. «Sono le date che più o meno ci aspettavamo – dice Paolo Manca, presidente regionale di Federalberghi –. Certo, se si riuscisse ad anticipare ancora di qualche settimana sarebbe meglio, ma quei giorni lì sono in linea con le nostre aspettative. Oltre, però, non si può più andare, tutto diventerebbe problematico e non riusciremmo a garantire quel terzo del fatturato che in base alle nostre proiezioni dovrebbe essere assicurato».

Gli albergatori, dunque, danno per certo che sarà una stagione in formato molto ridotto, ma quello che conta per loro è ripartire. Con date e regole certe, però. «Alla prima domanda sembra siamo riusciti a dare una risposta – dice ancora Manca –. La gente chiede quando può arrivare in Sardegna. E ora lo sappiamo. A mio avviso partire con i voli in continuità significa anche testare gli aeroporti dopo la grande emergenza. La vera ripartenza sarà il 15 per i nazionali e poi il 25 per gli internazionali. Su questo punto confidiamo nella posizione della Ue contraria ad accordi bilaterali, è stato chiarito che non ci saranno corridoi, ma sarà garantita la libera circolazione tra Stati, eccetto quelli con grande criticità. Solo se verranno rispettate le date potremo garantire un terzo del fatturato, altrimenti non avremo neanche la metà dei posti di lavoro».

Ma oltre le date ci sono altri due aspetti su cui è necessario avere certezza. «C’è una seconda domanda che riguarda quali regole dovrà osservare chi arriva nell’isola – dice Manca –. Capire se ci sarà ancora l’obbligo di quarantena, cosa che mi sembra alquanto improbabile, scoraggerebbe chiunque a venire. Però occorrono risposte certe su tamponi, passaporto sanitario. E, infine, c’è l’aspetto sanitario da non sottovalutare. Chi viene in Sardegna vuole capire in che modo potrà vivere la sua vacanza. La vera scommessa è stabilire subito protocolli sanitari e di gestione definitivi. Le linee guida dell’Inail sono fuori dalla grazia di Dio». Ma non solo. Per il numero uno di Federalberghi «va subito cancellato il passaggio sulla responsabilità penale per l’imprenditore. In uno Stato di diritto deve essere chiaro che se uno ha preso tutte le precauzioni non si debba neanche ipotizzare il contagio colposo».

Una volta definiti tutti questi aspetti, la stagione potrà ripartire. «Il fattore determinante sono i contagi: se a fine maggio restano a 0,1 possiamo davvero partire e salvare quel 33 per cento di stagione. In questi ultimi giorni c’è stato un ritorno delle richieste e quando le date saranno certe ricominceranno anche le prenotazioni. Anzi, qualche piccola finalizzazione c’è già stata, più per agosto e settembre. C’è voglia di ripartire: su 920 hotel solo due o tre hanno detto che non apriranno». Qualche dubbio in più Manca lo mostra per il bonus vacanza del governo. «Da questo schema la Sardegna non è favorita, perché a incidere ci sono i trasporti».

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