Ancora 242 vittime ma quasi 5mila guariti
Dati dell’epidemia ancora in discesa secondo il bollettino della Protezione Civile Meno 47 le persone ricoverate in terapia intensiva e 661 i dimessi in 24 ore
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ROMA. Anche ieri tanti i guariti, quasi 5mila persone più del giorno precedente, ma ancora un numero troppo alto di vittime: 242. Mentre continuano a incidere sul bilancio dell’epidemia, anche se in discesa, i 789 nuovi contagi di Covid19 in 24 ore in campo nazionale (ma 77 casi del Lazio si riferiscono ai giorni scorsi, hanno fatto sapere dalla Regione).
Sono questi in estrema sintesi i dati forniti ieri dal consueto bollettino della Protezione Civile. Se il numero di vittime è purtroppo più o meno stabile, la flessione dei malati attualmente positivi e dei ricoverati continua: meno 47 i posti occupati in terapia intensiva (oramai i ricoverati sono solo 808) e meno 661 quelli nei reparti Covid ordinari. Sono ancora ricoverate con sintomi 10.792 persone, in isolamento domiciliare 60470 persone (-3662 rispetto a ieri).
Riguardo alla distribuzione tra le varie Regioni italiane le situazioni problematiche si rilevano ancora nel nord del Paese. Dei 789 tamponi positivi rilevati ieri, la maggior parte sono in Lombardia, con 299 nuovi positivi (il 37,8% dei nuovi contagi). Tra le altre regioni più colpite dal Coronavirus, l’incremento di casi è di 137 casi in Piemonte, 54 in Emilia Romagna, di 44 in Veneto, di 24 in Toscana, di 65 in Liguria e di 73 nel Lazio. Il dato del Lazio, come detto, è più alto della media dei giorni scorsi, quasi il doppio, ma si tratta di casi non registrati nei giorni passati.
Una situazione che i responsabili della Protezione Civile hanno descritto come in costante miglioramento anche se «c’è ancora da tenere la guardia alta». Il tutto alla fine della Fase 2, quella del parziale allentamento delle misure restrittive del lockdown e alla vigilia di una nuova fase, quella che partirà da lunedì 18 nella quale riapriranno la maggior parte delle attività, compresi i saloni di parrucchieri ed estetisti e i negozi al dettaglio.
Un quadro, quello nazionale che oggi, a più di due mesi dall’inizio dell’isolamento in casa e della chiusura delle industrie e di tutte le realtà lavorative se non da casa e se non in caso di necessità vitale, appare decisamente modificato. Attualmente in Italia ci sono 72.070 persone positive al Coronavirus ma fino ad ora il numero di casi totali è pari a 223.885. Il totale dei guariti fino a ieri era di 120.205 persone mentre è arrivato alla impressionante cifra di 31.610 il numero di deceduti a causa dell’infezione da Covid19. Una malattia che, soprattutto all’inizio di quella che poi si è trasformata in una pandemia a livello globale, ha portato i pazienti in condizioni gravissime lasciando inermi i medici riguardo alle possibili terapie per sconfiggere un’infezione estremamente contagiosa.
Oggi, dopo tante sperimentazioni si è arrivati a controllare clinicamente i sintomi dell’infezione con vari protocolli che sono tuttavia ancora in fase sperimentale. Il più accreditato sembra essere ancora l’utilizzo del plasma delle persone guarite.
Sono questi in estrema sintesi i dati forniti ieri dal consueto bollettino della Protezione Civile. Se il numero di vittime è purtroppo più o meno stabile, la flessione dei malati attualmente positivi e dei ricoverati continua: meno 47 i posti occupati in terapia intensiva (oramai i ricoverati sono solo 808) e meno 661 quelli nei reparti Covid ordinari. Sono ancora ricoverate con sintomi 10.792 persone, in isolamento domiciliare 60470 persone (-3662 rispetto a ieri).
Riguardo alla distribuzione tra le varie Regioni italiane le situazioni problematiche si rilevano ancora nel nord del Paese. Dei 789 tamponi positivi rilevati ieri, la maggior parte sono in Lombardia, con 299 nuovi positivi (il 37,8% dei nuovi contagi). Tra le altre regioni più colpite dal Coronavirus, l’incremento di casi è di 137 casi in Piemonte, 54 in Emilia Romagna, di 44 in Veneto, di 24 in Toscana, di 65 in Liguria e di 73 nel Lazio. Il dato del Lazio, come detto, è più alto della media dei giorni scorsi, quasi il doppio, ma si tratta di casi non registrati nei giorni passati.
Una situazione che i responsabili della Protezione Civile hanno descritto come in costante miglioramento anche se «c’è ancora da tenere la guardia alta». Il tutto alla fine della Fase 2, quella del parziale allentamento delle misure restrittive del lockdown e alla vigilia di una nuova fase, quella che partirà da lunedì 18 nella quale riapriranno la maggior parte delle attività, compresi i saloni di parrucchieri ed estetisti e i negozi al dettaglio.
Un quadro, quello nazionale che oggi, a più di due mesi dall’inizio dell’isolamento in casa e della chiusura delle industrie e di tutte le realtà lavorative se non da casa e se non in caso di necessità vitale, appare decisamente modificato. Attualmente in Italia ci sono 72.070 persone positive al Coronavirus ma fino ad ora il numero di casi totali è pari a 223.885. Il totale dei guariti fino a ieri era di 120.205 persone mentre è arrivato alla impressionante cifra di 31.610 il numero di deceduti a causa dell’infezione da Covid19. Una malattia che, soprattutto all’inizio di quella che poi si è trasformata in una pandemia a livello globale, ha portato i pazienti in condizioni gravissime lasciando inermi i medici riguardo alle possibili terapie per sconfiggere un’infezione estremamente contagiosa.
Oggi, dopo tante sperimentazioni si è arrivati a controllare clinicamente i sintomi dell’infezione con vari protocolli che sono tuttavia ancora in fase sperimentale. Il più accreditato sembra essere ancora l’utilizzo del plasma delle persone guarite.
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