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Esplosione e incendio in un’azienda chimica: 8 feriti
VENEZIA. Si è spento con un triste bilancio l’incendio provocato dalla tremenda esplosione in uno degli impianti più delicati di Porto Marghera. Un uomo gravemente ustionato, trasportato in...
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VENEZIA. Si è spento con un triste bilancio l’incendio provocato dalla tremenda esplosione in uno degli impianti più delicati di Porto Marghera. Un uomo gravemente ustionato, trasportato in elicottero al centro grandi ustioni di Verona, altre tre persone sono rimaste ferite, uno di loro è grave e 4 sono pesantemente intossicate.
Erano circa la 10,15 di ieri quando l’esplosione ha devastato l’impianto di produzione dell’acetone della 3 V Sigma, un’industria chimica dell’area industriale. Coinvolto uno dei serbatoi di oltre mille metri cubi contenente metatoluidina la cui deflagrazione ha completamente distrutto la struttura, nelle cui vicinanze lavoravano almeno 40 operai. Immediatamente dopo si è sviluppato un vasto incendio e una densa nuvola di fumo nero si è levata dall’impianto coinvolgendo i vicini centri abitati. La nuvola è stata visibile in tutta la provincia, a Marghera sono scattate le sirene dell’allarme chimico e la protezione civile ha invitato la popolazione a rimanere in casa con le finestre chiuse nelle province di Venezia, Padova e Treviso. I soccorsi sono stati immediati, un elicottero dei vigili del fuoco è intervenuto sorvolando la zona e due camion antincendio, arrivati dall’aeroporto di Venezia e Treviso, hanno scaricato schiuma antincendio spegnendo il focolaio principale intorno alle 12, i vigili del fuoco hanno così potuto mettere in sicurezza l’impianto. Alle 14 è cessato l’allarme per la popolazione. La sicurezza dell’impianto di Marghera era già stata in passato nel mirino dei sindacati per la sua pericolosa inadeguatezza, già nella mattinata di ieri dalle organizzazioni dei chimici, sono arrivate dure prese di posizione e la denuncia «del muro di gomma» innalzato dagli industriali della 3 V Sigma davanti alle continue richieste di tutela dei lavoratori. «Una tragedia annunciata che si poteva evitare» hanno detto le organizzazioni sindacali. La Femca-Cisl ha parlato ieri in un comunicato: «dell’ennesimo frutto cattivo dell’albero di un’industria predona».
Erano circa la 10,15 di ieri quando l’esplosione ha devastato l’impianto di produzione dell’acetone della 3 V Sigma, un’industria chimica dell’area industriale. Coinvolto uno dei serbatoi di oltre mille metri cubi contenente metatoluidina la cui deflagrazione ha completamente distrutto la struttura, nelle cui vicinanze lavoravano almeno 40 operai. Immediatamente dopo si è sviluppato un vasto incendio e una densa nuvola di fumo nero si è levata dall’impianto coinvolgendo i vicini centri abitati. La nuvola è stata visibile in tutta la provincia, a Marghera sono scattate le sirene dell’allarme chimico e la protezione civile ha invitato la popolazione a rimanere in casa con le finestre chiuse nelle province di Venezia, Padova e Treviso. I soccorsi sono stati immediati, un elicottero dei vigili del fuoco è intervenuto sorvolando la zona e due camion antincendio, arrivati dall’aeroporto di Venezia e Treviso, hanno scaricato schiuma antincendio spegnendo il focolaio principale intorno alle 12, i vigili del fuoco hanno così potuto mettere in sicurezza l’impianto. Alle 14 è cessato l’allarme per la popolazione. La sicurezza dell’impianto di Marghera era già stata in passato nel mirino dei sindacati per la sua pericolosa inadeguatezza, già nella mattinata di ieri dalle organizzazioni dei chimici, sono arrivate dure prese di posizione e la denuncia «del muro di gomma» innalzato dagli industriali della 3 V Sigma davanti alle continue richieste di tutela dei lavoratori. «Una tragedia annunciata che si poteva evitare» hanno detto le organizzazioni sindacali. La Femca-Cisl ha parlato ieri in un comunicato: «dell’ennesimo frutto cattivo dell’albero di un’industria predona».
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