Si dimezza l’indice Rt l’isola vede la luce
di Roberto Petretto
Il premier Conte annuncia la ripartenza: condizioni ideali, rischio calcolato Riaperture: attesa per oggi l’ordinanza del governatore Solinas
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SASSARI. Nei giorni della «fiducia e della responsabilità», per dirla con il premier Conte, la Sardegna ha una carta in più da giocare: quell’indice Rt che indica la capacità del virus di diffondersi e che nel giro di pochi giorni si è dimezzato. Ora l’isola è la regione d’Italia con l’indice Rt più basso, passato da 0,48 a 0,24. Il dato arriva dall’ultimo report dell’Istituto superiore di sanità. Il dimezzamento del valore è avvenuto nel giro di una settimana e ora la diffusione dell’epidemia nell’isola è considerata bassa, con un trend dei casi in discesa.
Condizioni ideali, quindi, per quella “ripartenza” sancita a livello nazionale dall’accordo tra Governo e Regioni e che in Sardegna dovrà essere meglio definita con l’ordinanza che il presidente Christian Solinas dovrebbe emanare oggi.
«Siamo in condizione di affrontare la fase 2 con fiducia e senso di responsabilità - ha detto ieri il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte -. Le Regioni si dovranno assumere una parte della responsabilità».
Si riparte, ma con la guardia alta. Perché il virus non è sparito, soprattutto in alcune zone d’Italia. Quindi ci sarà un piano nazionale di monitoraggio con i flussi di informazioni che dalla Regione dovranno arrivare puntuali al Governo.
Tra Regioni e Stato ci sarà un rapporto costante sino a quando il quadro complessivo non sarà più chiaro. Il presidente Conte ha parlato di «rischio calcolato» perché tutti sono consapevoli del fatto che «la curva potrà tornare a salire». Ma le contromisure consentiranno al Governo di «tenere sotto controllo la curva e di intervenire su casi circoscritti».
Le Regioni dovranno collaborare per far rispettare regole distanziamento: hanno elaborato protocolli per garantire condizioni di sicurezza. La Sardegna espliciterà questi protocolli con la prossima ordinanza. «Dobbiamo accettare il rischio - ha ammonito Conte -, altrimenti dovremmo aspettare il vaccino ma avremmo un tessuto sociale ed economico gravemente danneggiato».
L’ordinanza del presidente Solinas, come già annunciato, ricalcherà i contenuti dell’accordo col Governo. Da domani ci si potrà spostare all’interno della Regione senza limitazioni e autocertificazioni. Rimane il divieto di spostamento e di uscita per chi è positivo al virus e chi ha sintomi, così come resta il divieto di creare assembramenti in luoghi pubblici, con l’obbligo di rispettare la distanza di un metro, di indossare la mascherina in certi luoghi, sempre al chiuso e, in alcune circostanze, anche all’aperto. Per ora, da una Regione all’altra, ci si potrà spostare solo per lavoro, motivi di urgenza e di salute.
Per il futuro un margine di discrezionalità verrà lasciato alle Regioni: «Saranno libere di ampliare queste misure o restringerle. Servirà cautela da parte di tutti, ma in particolare per quelle Regioni, come la Lombardia, che combattono la battaglia più dura», ha detto ancora Conte.
Prima del 3 giugno il Governo valuterà i dati e se questi continueranno a essere incoraggianti potrebbero essere abolite le limitazioni tra Regioni. Nessun obbligo di quarantena per chi arriverà in Italia dagli Stati dell’Unione.
Da domani, a meno di diverse scelte nell’ordinanza del presidente Solinas, apertura dei negozi di vendita al dettaglio, via libera all’allenamento delle squadre sportive. Sì alle messe e alla riapertura dei musei. Dal 25 dovrebbero riaprire palestre, piscine, centri sportivi. Dal 15 giugno teatri e cinema mentre è imminente la definizione di offerte ludico-ricreative per i bambini .
Attività commerciali e di ristorazione dovranno seguire linee guide e protocolli sicurezza. Saranno previste anche misure particolari per le persone con disabilità.
@Petretto. @RIPRODUZIONE RISERVATA
Condizioni ideali, quindi, per quella “ripartenza” sancita a livello nazionale dall’accordo tra Governo e Regioni e che in Sardegna dovrà essere meglio definita con l’ordinanza che il presidente Christian Solinas dovrebbe emanare oggi.
«Siamo in condizione di affrontare la fase 2 con fiducia e senso di responsabilità - ha detto ieri il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte -. Le Regioni si dovranno assumere una parte della responsabilità».
Si riparte, ma con la guardia alta. Perché il virus non è sparito, soprattutto in alcune zone d’Italia. Quindi ci sarà un piano nazionale di monitoraggio con i flussi di informazioni che dalla Regione dovranno arrivare puntuali al Governo.
Tra Regioni e Stato ci sarà un rapporto costante sino a quando il quadro complessivo non sarà più chiaro. Il presidente Conte ha parlato di «rischio calcolato» perché tutti sono consapevoli del fatto che «la curva potrà tornare a salire». Ma le contromisure consentiranno al Governo di «tenere sotto controllo la curva e di intervenire su casi circoscritti».
Le Regioni dovranno collaborare per far rispettare regole distanziamento: hanno elaborato protocolli per garantire condizioni di sicurezza. La Sardegna espliciterà questi protocolli con la prossima ordinanza. «Dobbiamo accettare il rischio - ha ammonito Conte -, altrimenti dovremmo aspettare il vaccino ma avremmo un tessuto sociale ed economico gravemente danneggiato».
L’ordinanza del presidente Solinas, come già annunciato, ricalcherà i contenuti dell’accordo col Governo. Da domani ci si potrà spostare all’interno della Regione senza limitazioni e autocertificazioni. Rimane il divieto di spostamento e di uscita per chi è positivo al virus e chi ha sintomi, così come resta il divieto di creare assembramenti in luoghi pubblici, con l’obbligo di rispettare la distanza di un metro, di indossare la mascherina in certi luoghi, sempre al chiuso e, in alcune circostanze, anche all’aperto. Per ora, da una Regione all’altra, ci si potrà spostare solo per lavoro, motivi di urgenza e di salute.
Per il futuro un margine di discrezionalità verrà lasciato alle Regioni: «Saranno libere di ampliare queste misure o restringerle. Servirà cautela da parte di tutti, ma in particolare per quelle Regioni, come la Lombardia, che combattono la battaglia più dura», ha detto ancora Conte.
Prima del 3 giugno il Governo valuterà i dati e se questi continueranno a essere incoraggianti potrebbero essere abolite le limitazioni tra Regioni. Nessun obbligo di quarantena per chi arriverà in Italia dagli Stati dell’Unione.
Da domani, a meno di diverse scelte nell’ordinanza del presidente Solinas, apertura dei negozi di vendita al dettaglio, via libera all’allenamento delle squadre sportive. Sì alle messe e alla riapertura dei musei. Dal 25 dovrebbero riaprire palestre, piscine, centri sportivi. Dal 15 giugno teatri e cinema mentre è imminente la definizione di offerte ludico-ricreative per i bambini .
Attività commerciali e di ristorazione dovranno seguire linee guide e protocolli sicurezza. Saranno previste anche misure particolari per le persone con disabilità.
@Petretto. @RIPRODUZIONE RISERVATA
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