La Nuova Sardegna

Bar, ristoranti, spiagge la fase 3 libera i sardi

di Silvia Sanna
Bar, ristoranti, spiagge la fase 3 libera i sardi

Le attività commerciali rialzano le serrande. A Olbia riapre l’aeroporto

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SASSARI. La fase 2 va in archivio e lascia il posto alla fase 3, quella della vera ripartenza. La Sardegna esce dal lockdown e saluta il ritorno alla vita messa in freezer dal coronavirus che ha congelato lavoro, vita sociale, sentimenti. Da oggi quasi tutte le attività solleveranno le serrande, nel rispetto delle prescrizioni stabilite dal governo e dalla Regione, fissate nel decreto del presidente del Consiglio Conte firmato alle 18.47 e ribadite nell’ordinanza della Regione licenziata nella notte. Via libera a un lungo elenco di attività commerciali tra cui bar e ristoranti. E sì alla riapertura parziale del traffico aereo, con l’ok – dopo una lunga trattativa e a una serie di condizioni – ai voli per Roma e Milano dallo scalo Costa Smeralda di Olbia. L’altra notizia molto attesa è che spariscono i sigilli virtuali alle spiagge: si potrà andare al mare e non solo per passeggiare ma anche per fare un tuffo e godersi il sole. In qualunque spiaggia dell’isola, perché da oggi l’autocertificazione per gli spostamenti all’interno della Regione finisce in un cassetto. Con la speranza di non doverla mai più tirare fuori.

Le nuove aperture. Serranda su da questa mattina per bar, ristoranti, negozi di commercio al dettaglio, mercati e fiere, agriturismi e strutture ricettive all’area aperta e stabilimenti balneari. Via libera generale anche per parrucchieri, centri estetici e tatuatori e visite nei musei, nelle biblioteche, negli archivi, nei complessi archeologici e monumentali. Ovunque dovranno essere rispettate le regole: niente assembramenti e distanze minime di un metro, superiori per quanto riguarda stabilimenti balneari e spiagge. Presìdi di protezione obbligatori quando si entra in luoghi pubblici chiusi e in tutti gli uffici pubblici e ovunque non sia possibile mantenere le distanze.

Trasporti. È una delle novità principali. Il decreto Conte annuncia per il 3 giugno la riapertura delle frontiere e la libera circolazione delle persone all’interno dell’Unione Europea. La Sardegna stabilisce un cronoprogramma diverso. Confermata per oggi l’apertura dell’aviazione generale a Olbia e Alghero: ai voli privati sarà sufficiente esibire l’autocertificazione. E confermata anche per il 1 giugno la ripartenza della Ct1 per Roma e Milano dai tre scali. Ma Olbia inizia prima. La discussione è stata molto lunga: alla fine la Regione, che aveva molti dubbi legate alla questione dei controlli sanitari, ha ceduto alle pressioni del ministro dei Trasporti Paola De Micheli (che ha convinto anche il ministro della Salute Speranza) e ha dato l’ok ai viaggi dal Costa Smeralda verso Roma e Milano, cioé le rotte della continuità territoriale. Ma solo per chi dimostrerà di avere almeno una di queste quattro motivazioni: lavoro, ragioni di salute, altre importanti urgenze o la necessità di rientrare nella propria residenza. Il numero dei voli sarà stabilito insieme alle compagnie aeree e la mini riapertura resterà in vigore sino alla ripartenza generale del 1 giugno.

Spiagge. Sono aperte ma la raccomandazione resta sempre quella: niente assembramenti, sì al rigoroso rispetto delle distanze. I bagnanti dovranno comportarsi in maniera responsabile in attesa che siano definiti i controlli. Dopo l’accordo tra le Regioni e il governo sulle distanze da mantenere sugli arenili, la Sardegna dovrà riuscire a regolamentare in maniera efficace sulle spiagge libere: nell’isola appena il 20% delle spiagge è soggetto a concessioni balneari. È iniziato il confronto con i sindaci dei comuni costieri, tutti con esigenze diverse ma uniti da un handicap comune, cioè la carenza di personale da impiegare per eseguire i controlli. E non si potrà fare affidamento sui rangers del Corpo forestale: da due mesi vigilano quotidianamente sul rispetto della quarantena e delle restrizioni ma sino alla fine dell’estate dovranno essere in prima linea nella campagna antincendio. In attesa di capire chi e come controllerà le spiagge, il governatore Solinas ha deciso di aprirle: la richiesta, con l’estate alle porte e le alte temperature, era infatti diventata pressante.

Palestre e piscine. Il decreto Conte autorizza la riapertura dal 25, ma la volontà della Regione – così come previsto nel decreto nazionale – è di anticipare di qualche giorno.

Seconde case. Già dalla fase 2 era possibile andare nelle seconde case per verificarne le condizioni, eseguire interventi di manutenzione o prepararle per l’estate. Nel primo periodo erano autorizzati solo pernottamenti brevi e non il trasferimento stabile. Da oggi chi lo vorrà potrà invece trasferirsi stabilmente nella seconda casa, a patto che si trovi nel territorio regionale.

Bambini. Dal 15 giugno, dice il decreto Conte, i centri estivi e le attività ricreative per i più piccoli potranno riaprire nel rispetto di regole molto rigide a tutela della salute dei più piccoli e degli educatori e insegnanti. Anche in Sardegna c’è il via libera: finalmente, dopo oltre due mesi dallo stop alle scuole, i bambini potranno giocare con i loro coetanei mentre i genitori saranno al lavoro. È la Sardegna che riparte, con speranza e fiducia. Senza dimenticare però la paura e senza mai sottovalutare i rischi. Perché il virus non è in vacanza, lo sarà soltanto quando un vaccino potrà sconfiggerlo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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