Stagionali senza sussidio Todde: «Bonus in arrivo»
di Claudio Zoccheddu
Migliaia di lavoratori esclusi per un pasticcio nella registrazione dei contratti La sottosegretaria M5s annuncia i pagamenti tramite il decreto Rilancio
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SASSARI. Erano stati esclusi dalle misure di sostegno per colpa di un errore nelle registrazioni dei contratti. Da ieri, però, sembra che il pasticcio sia stato risolto. Anche se non per tutti. Era stata l’Associazione nazionale dei lavoratori stagionali (Anls), tramite i delegato regionale Valerio Garau, a spiegare la topica inoltrandosi nella giungla dei codici Ateco, che definiscono le tipologie di contratti stagionali, e della Naspi, l’assicurazione sociale per l’impiego, mettendo in luce i casi più disparati: contratti registrati come stagionali ma non assimilati al settore turistico, casi di pagamenti per il mese di aprile ma non per quello di marzo, operazioni perfette ma comunque bocciate per motivi ignoti. Risultato: sussidi interrotti, assicurazione sospesa e tasche vuote da mesi. «Il 40 per cento dei lavoratori stagionali è in questa situazione», aveva aggiunto Garau.
L’allarme. Alla denuncia dell’Anls si è unita l’interrogazione parlamentare presentata da Salvatore Deidda, deputato di Fratelli d’Italia: «Assurdo e vergognoso che, per un presunto errore di sistema assolutamente ingiustificato, milioni di lavoratori stagionali turistici e termali che rappresentano, oltretutto, una delle categorie più colpite dalla crisi economica legata al Covid-19 si sono visti rigettare la domanda per la richiesta del bonus dei 600 euro per marzo. Chiedo che venga sbloccato il contributo negato per marzo e vengano garantiti i bonus relativi ad aprile e maggio, come previsto dal decreto Rilancio».
La risposta. È stata la sottosegretaria Alessandra Todde ad annunciare la fine dello stallo, anche se parziale: «Diverse categorie di lavoratori stagionali e del settore turismo avranno accesso al bonus da 600 euro e a tutte le altre misure previste in supporto ai lavoratori autonomi da cui erano stati esclusi. Queste categorie sono state danneggiate a causa di una erronea registrazione del loro contratto, ma ora la questione è stata sanata dal decreto Rilancio, in cui è stata inclusa una consistente parte di lavoratori stagionali rimasti esclusi dagli altri interventi». Tra le categorie coperte rientrano tutti gli stagionali e i lavoratori intermittenti impiegati per trenta giorni tra il primo gennaio 2019 e il 31 gennaio 2020, i lavoratori autonomi privi di partita Iva titolari di contratti tra il primo gennaio 2019 e il 23 febbraio 2020, e i lavoratori incaricati di vendite a domicilio. «Il documento completo – continua Todde – è consultabile a questo indirizzo web: https://bit.ly/3fV8bKe». Chi non è incluso nella lista potrebbe farne parte a breve: «Dobbiamo dare certezza a tutti i lavoratori stagionali e del settore turismo che non risultano ancora coperti – continua la sottosegretaria –. Dal testo del decreto mancano alcuni codici Uniemens , D-I per la precisione. In questo modo, una parte dei lavoratori rimane esclusa da ogni tipo di supporto economico. Ora dobbiamo capire come gestire queste problematiche, in parte legate anche alla registrazione dei loro contratti da parte dei datori di lavoro, L’obiettivo è estendere il bonus di aprile e maggio anche per i contratti a tempo determinato e indeterminato a scadenza stagionale. Un concetto ribadito dal senatore Emiliano Fenu, M5s: «All’articolo 89 del Decreto Rilancio è stata riconosciuta un’indennità di seicento euro per aprile e di mille euro per maggio anche ai lavoratori in somministrazione del settore del turismo e degli stabilimenti termali che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro tra il primo gennaio 2019 e il 17 marzo 2020 e che al momento non sono titolari di pensione, né di rapporto di lavoro dipendente, né di Naspi.
L’allarme. Alla denuncia dell’Anls si è unita l’interrogazione parlamentare presentata da Salvatore Deidda, deputato di Fratelli d’Italia: «Assurdo e vergognoso che, per un presunto errore di sistema assolutamente ingiustificato, milioni di lavoratori stagionali turistici e termali che rappresentano, oltretutto, una delle categorie più colpite dalla crisi economica legata al Covid-19 si sono visti rigettare la domanda per la richiesta del bonus dei 600 euro per marzo. Chiedo che venga sbloccato il contributo negato per marzo e vengano garantiti i bonus relativi ad aprile e maggio, come previsto dal decreto Rilancio».
La risposta. È stata la sottosegretaria Alessandra Todde ad annunciare la fine dello stallo, anche se parziale: «Diverse categorie di lavoratori stagionali e del settore turismo avranno accesso al bonus da 600 euro e a tutte le altre misure previste in supporto ai lavoratori autonomi da cui erano stati esclusi. Queste categorie sono state danneggiate a causa di una erronea registrazione del loro contratto, ma ora la questione è stata sanata dal decreto Rilancio, in cui è stata inclusa una consistente parte di lavoratori stagionali rimasti esclusi dagli altri interventi». Tra le categorie coperte rientrano tutti gli stagionali e i lavoratori intermittenti impiegati per trenta giorni tra il primo gennaio 2019 e il 31 gennaio 2020, i lavoratori autonomi privi di partita Iva titolari di contratti tra il primo gennaio 2019 e il 23 febbraio 2020, e i lavoratori incaricati di vendite a domicilio. «Il documento completo – continua Todde – è consultabile a questo indirizzo web: https://bit.ly/3fV8bKe». Chi non è incluso nella lista potrebbe farne parte a breve: «Dobbiamo dare certezza a tutti i lavoratori stagionali e del settore turismo che non risultano ancora coperti – continua la sottosegretaria –. Dal testo del decreto mancano alcuni codici Uniemens , D-I per la precisione. In questo modo, una parte dei lavoratori rimane esclusa da ogni tipo di supporto economico. Ora dobbiamo capire come gestire queste problematiche, in parte legate anche alla registrazione dei loro contratti da parte dei datori di lavoro, L’obiettivo è estendere il bonus di aprile e maggio anche per i contratti a tempo determinato e indeterminato a scadenza stagionale. Un concetto ribadito dal senatore Emiliano Fenu, M5s: «All’articolo 89 del Decreto Rilancio è stata riconosciuta un’indennità di seicento euro per aprile e di mille euro per maggio anche ai lavoratori in somministrazione del settore del turismo e degli stabilimenti termali che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro tra il primo gennaio 2019 e il 17 marzo 2020 e che al momento non sono titolari di pensione, né di rapporto di lavoro dipendente, né di Naspi.
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