La Nuova Sardegna

GOVERNATORE ASCOLTI LA LORO VOCE

di SILVIA SANNA

E anche da altri bambini è meglio stare lontani per evitare il rischio di contagio. E allora che si fa? Si porta il bimbo al parco per farlo piangere di fronte a giochi intoccabili o altri bimbi...

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E anche da altri bambini è meglio stare lontani per evitare il rischio di contagio. E allora che si fa? Si porta il bimbo al parco per farlo piangere di fronte a giochi intoccabili o altri bimbi inavvicinabili? Questa politica che vuole fare diventare i genitori crudeli merita una bocciatura solenne. Perché non porta rispetto né ai bambini né alle famiglie. Ignora l’importanza della socialità per i primi, perché il confronto è un elemento indispensabile per la crescita. E chiede alle famiglie di fare i miracoli. Perché se gli asili nido e le scuole sono chiuse e i genitori ricominciano a lavorare, chi bada ai più piccoli? La risposta non può essere “le baby sitter” da pagare attraverso i bonus. Non si può pensare di delegare ad un’unica figura il ruolo importante svolto dagli educatori, dall’istituzione scolastica. Significa non avere rispetto né per i bambini né per i professionisti qualificati che si prendono cura di loro. E significa anche infischiarsene delle conseguenze per le famiglie, per i genitori che dovranno rinunciare del tutto o in parte al lavoro, soprattutto quando in famiglia ci sono più figli e non si ha la fortuna di avere una rete parentale di sostegno. Terzo aspetto, non meno importante, dimenticare i bambini significa anche dimenticare il microcosmo che ruota intorno a loro, tra asili, baby parking, aree gioco: tanti lavoratori che con fatica hanno tirato su attività e che ora rischiano di finire sul lastrico. È questo il caso di tante strutture d’accoglienza private: non ricevono contributi pubblici e vanno avanti solo con le rette delle famiglie. E questo unico sostegno, nei mesi di lockdown è in moltissimi casi venuto a mancare proprio perché le famiglie erano impossibilitate a pagare. Sino a qualche giorno fa nell’agenda di Governo e Regione c’era la possibilità di riaprire gli asili nido a giugno. Ora la riapertura ipotizzata riguarda solo i bambini di età superiore ai 3 anni, che potranno accedere ai campi estivi o alle attività negli spazi aperti. Troppo poco. Il grido d’allarme è già partito: la politica, il governatore Solinas, deve ascoltarlo subito e pensare di più ai bambini. Che sono il futuro, altro che invisibili.



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