Il ritorno alla vita di Bergamo
Timore e grande rispetto delle regole nel primo giorno dopo il lungo lockdown
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[LUOGO]BERGAMO
[TESTO]Epicentro lombardo e italiano del contagio da Covid-19, ieri con un numero di nuovi casi davvero ridotto - solo 20 -, anche Bergamo ha riaperto, seppure mantenendo un po’ di timore e una grande attenzione alle regole. Anche a seguito degli assembramenti di domenica in Città Alta, che avevano fatto inalberare il sindaco Giorgio Gori: il primo cittadino ha chiesto ai bergamaschi di essere responsabili, come lo sono stati negli ultimi tre mesi. Quando, a metà marzo, nel pieno dell'emergenza sanitaria, hanno visto transitare i mezzi militari lungo le strade del centro, con a bordo le bare dei bergamaschi che non potevano essere cremate in città per l'elevato numero e, dunque, erano state portate altrove. Ora Bergamo e la sua provincia - oltre un milione di abitanti - tentano di rimettersi in moto. Il sindaco Gori simbolicamente si è recato dal parrucchiere e ha pubblicato le foto di prima e dopo il taglio su Facebook, con la scritta: «Adesso è davvero #Fase2». Fase 2 che si è aperta all'alba con l'atterraggio allo scalo di Orio al Serio di un volo Wizzair da Sofia con a bordo 109 passeggeri: i primi civili a tornare allo scalo bergamasco dal lockdown. Poco dopo un'ottantina di persone si sono imbarcate per raggiungere la capitale bulgara. Un altro volo nel pomeriggio, per la Moldavia: i tempi del viavai di partenze e decolli e gli oltre 13 milioni di passeggeri del 2019 sembrano ancora lontani. E ha riaperto anche un luogo simbolo dell'emergenza coronavirus, il cimitero monumentale di Bergamo, da dove erano partiti centinaia di camion con le bare. Pochi i visitatori, così come non sono stati particolarmente frequentati i due mercati, in via Spino e piazzale Alpini.
Alcune centinaia le persone che vi hanno fatto compere: i clienti sono entrati in modo scaglionato, con i controlli di polizia locale e Protezione civile. Anche i musei della città sono pronti a ripartire, ma lo faranno soltanto a partire dal fine settimana.
[TESTO]Epicentro lombardo e italiano del contagio da Covid-19, ieri con un numero di nuovi casi davvero ridotto - solo 20 -, anche Bergamo ha riaperto, seppure mantenendo un po’ di timore e una grande attenzione alle regole. Anche a seguito degli assembramenti di domenica in Città Alta, che avevano fatto inalberare il sindaco Giorgio Gori: il primo cittadino ha chiesto ai bergamaschi di essere responsabili, come lo sono stati negli ultimi tre mesi. Quando, a metà marzo, nel pieno dell'emergenza sanitaria, hanno visto transitare i mezzi militari lungo le strade del centro, con a bordo le bare dei bergamaschi che non potevano essere cremate in città per l'elevato numero e, dunque, erano state portate altrove. Ora Bergamo e la sua provincia - oltre un milione di abitanti - tentano di rimettersi in moto. Il sindaco Gori simbolicamente si è recato dal parrucchiere e ha pubblicato le foto di prima e dopo il taglio su Facebook, con la scritta: «Adesso è davvero #Fase2». Fase 2 che si è aperta all'alba con l'atterraggio allo scalo di Orio al Serio di un volo Wizzair da Sofia con a bordo 109 passeggeri: i primi civili a tornare allo scalo bergamasco dal lockdown. Poco dopo un'ottantina di persone si sono imbarcate per raggiungere la capitale bulgara. Un altro volo nel pomeriggio, per la Moldavia: i tempi del viavai di partenze e decolli e gli oltre 13 milioni di passeggeri del 2019 sembrano ancora lontani. E ha riaperto anche un luogo simbolo dell'emergenza coronavirus, il cimitero monumentale di Bergamo, da dove erano partiti centinaia di camion con le bare. Pochi i visitatori, così come non sono stati particolarmente frequentati i due mercati, in via Spino e piazzale Alpini.
Alcune centinaia le persone che vi hanno fatto compere: i clienti sono entrati in modo scaglionato, con i controlli di polizia locale e Protezione civile. Anche i musei della città sono pronti a ripartire, ma lo faranno soltanto a partire dal fine settimana.
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