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Coronavirus in Sardegna, quarantena per chi arriva? C’è chi prepara un ricorso

Coronavirus in Sardegna, quarantena per chi arriva? C’è chi prepara un ricorso

L’obbligo confermato dalla Regione dovrebbe essere valido sino al 2 giugno. Il Centro per i diritti al cittadino: «Il provvedimento deve essere impugnato»

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CAGLIARI. La quarantena è ancora obbligatoria per chi arriva dalla penisola. Lo prevede l’ultima ordinanza del governatore Solinas, ma il Centro per i diritti del cittadino ha scritto seduta stante al Governo: «Quell’articolo dev’essere impugnato, perché rappresenta un’interferenza arbitraria nella libertà personale». In effetti la clausola dell’isolamento non è prevista dal decreto Conte di sabato sera, è quello che ha dato l’avvio alla fase 2, però Solinas ha assunto in pieno quel «potere più restrittivo» concesso alle Regione e quindi confermato quanto aveva imposto in passato.

L’articolo 3. L’ultima ordinanza del governatore non lascia spazio a interpretazioni. «Tutti i soggetti in arrivo, a prescindere dal luogo di provenienza, hanno l’obbligo di osservare la permanenza domiciliare con isolamento fiduciario per 14 giorni». Con in più altre tre clausole: dovranno compilare l’autocertificazione, comunicare il loro status al medico di famiglia e infine «rimanere raggiungibili per ogni eventuale attività di sorveglianza». In altre parole, nulla è cambiato da quando, intorno a metà marzo, la Sardegna è stata blindata con un cordone sanitario. Cordone deciso insieme dal ministero dei trasporti e della Regione con la chiusura di porti e aeroporti al traffico passeggeri. Blocco però destinato a essere revocato, come annunciato da Solinas, il primo giugno col riavvio dei voli in continuità territoriale per e da Roma e Milano dagli aeroporti di Alghero, Cagliari e Olbia. Lo stesso giorno dovrebbero venir meno anche le limitazioni che ci sono state finora nel traffico passeggeri via mare. Ma fino ad allora – stando sempre all’articolo 3 dell’ordinanza numero 23 – la quarantena continuerà a essere obbligatoria (e di conseguenza i passeggeri 48 ore prima del viaggio dovranno essere autorizzati dalla Protezione civile) e non sono previste deroghe.

Levata di scudi. L’associazione Codici però è scesa in campo per contestare proprio la conferma della quarantena obbligatoria. «Abbiamo sollecitato al Governo – scrive la segreteria nazionale – di impugnare l’articolo 3 dell’ultima ordinanza della Regione Sardegna». Per poi motivare la richiesta: «L’obbligo di osservare la permanenza domiciliare obbligatoria in quarantena, meglio conosciuta come isolamento fiduciario, rappresenta un’interferenza arbitraria nella libertà personale. Tra l’altro provvedimenti di questa portata dovrebbero essere accompagnati – prosegue l’associazione – da iniziative volte alla ricerca del virus, come indagini epidemiologiche a tappeto, altrimenti si tratta solo di un palliativo». Per concludere il comunicato, che va interpretato come una sollevazione popolare, con questi toni perentori: «Decisioni di questa natura – si legge – non fanno altro che rimandare l’apertura e, dopo tre mesi d’isolamento, non è più tollerabile soprattutto nelle regioni dove i contagi sono sotto controllo». A questo punto bisognerà vedere se il Governo ascolterà o meno l’appello lanciato dall’associazione, oppure sottoscriverà l’obbligo imposto di nuovo da Solinas. (ua)

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