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Buco da 700 milioni l’isola batte cassa a Roma

Buco da 700 milioni l’isola batte cassa a Roma

Domani confronto tra la Giunta e il ministro Boccia sul mancato gettito fiscale Le richieste: denaro fresco e stop ai vincoli sul pareggio di bilancio 

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CAGLIARI. La Regione sta per battere cassa. Dal Governo vorrebbe più soldi dopo il crac economico provocato dal coronavirus. Quanti? Potrebbe bastare il via libera ad «andare in deficit», cioè chiudere in rosso il prossimo bilancio, ma sarebbe meglio che da Roma arrivasse soprattutto denaro fresco. Domani dovrebbe esserci il primo faccia a faccia, in videoconferenza, tra la Giunta e il ministro per gli affari generali Francesco Boccia. Parteciperanno anche le altre Regioni, e ognuna con una bel po’ di richieste da mettere sul tavolo. La Sardegna i conti li ha fatti da tempo: per colpa della crisi, quest’anno il gettito fiscale sarà in picchiata. Le stime sono queste: dagli oltre 550 milioni in meno di trasferimenti tributari legati all’Irpef alla riduzione drastica dell’Iva, intorno ai 100 milioni, visti i minori consumi che dovrebbero esserci nei prossimi. Non è finita: nelle casse della Regione le entrate diminuiranno anche a causa dei bonus erariali concessi alle imprese, messe in ginocchio dal Covid-19, fra tagli e rinvii delle scadenze fiscali. In totale, stando all’assessore al bilancio Giuseppe Fasolino, il buco in bilancio sarà molto vicino ai 700 milioni.

Compensazioni. Al tavolo col ministro Boccia, la Sardegna si presenterà con un pacchetto di proposte. La prima, il pareggio di bilancio non dovrà essere più un vincolo, come lo è stato in questi anni. L’Unione europea ha autorizzato l’Italia ad andare in deficit, e lo stesso chiederanno le Regioni al Governo. Quante probabilità ci sono che questa proposta possa essere accolta? Abbastanza, anche se la percentuale dell’eventuale rosso è ancora tutta da stabilire. La seconda richiesta, invece, sarà quella di ottenere un congruo anticipo del finanziamento extra, è intono al miliardo e mezzo, ottenuto dopo la firma a novembre dell’accordo tombale sugli accantonamenti. A proposito di accantonamenti, la Regione avrebbe in mente di proporre anche il blocco del prelievo forzoso previsto a fine anno e che non dovrebbe superare i 400 milioni. Secondo l’assessore Fasolino quella con il Governo «sarà una trattativa lunga, ma le compensazioni dovranno arrivare, in un modo o nell’altro, perché è impensabile solo ipotizzare un taglio di alcuni servizi essenziali, come lo sono la sanità e i trasporti pubblici locali, interamente sulle nostre spalle».

I Comuni. Se la Regione piange, i Comuni stanno persino peggio. Un’indagine del gruppo Demoskopika ha confermato che il coronavirus ha mandato in crisi anche le amministrazioni locali, ormai senza liquidità. Il confronto fra gli incassi di marzo-aprile 2019 e quelli nello stesso periodo di quest’anno ha confermato che le entrate sono diminute di quasi il 60 per cento, passando da 45 milioni a poco più di 18 milioni. Il segno rosso è su tutto: Imu, imposta di soggiorno e pubblicità, suolo pubblico, Tari e Tasi. È un altro disastro per le finanze pubbliche e anche qui lo Stato dovrà metterci una pezza. (ua)

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